Dr Moïse Tourabaly · Punti di riferimento
Un impianto monofocale concentra tutta la luce su un solo fuoco. Un impianto multifocale o EDOF la ripartisce tra più fuochi, per vedere nitido a più distanze: ciascun fuoco ne riceve solo una frazione, e l'immagine perde contrasto.
Con un monofocale, il contrasto è preservato: è il riferimento. Visione da lontano nitida; occhiali per leggere.
In un occhio sano, la retina assorbe questo compromesso e il paziente si adatta. Quando la macula (DMLE, membrana, edema) o il nervo ottico (glaucoma evoluto) ha già intaccato la propria riserva, il calo di contrasto del multifocale vi si aggiunge: il comfort sperato può non arrivare. Anche l'EDOF ripartisce la luce, un po' meno.
Non esiste un divieto assoluto: una DMLE molto iniziale e stabile, un glaucoma iniziale e ben controllato si discutono caso per caso, dopo OCT maculare ed esame del nervo ottico. Il monofocale, torico se necessario, non è un premio di consolazione: protegge la qualità di visione residua. Proporzioni illustrative.
Schema a scopo didattico · Dr Moïse Tourabaly, oculista. Non sostituisce una visita.