Il suo percorso, passo dopo passo

Percorso del paziente: la sua chirurgia refrattiva passo dopo passo

Dalla prima visita al monitoraggio postoperatorio, lo svolgimento è lo stesso qualunque sia la tecnica (LASIK, PRK, SMILE o impianto). Ecco le 6 tappe, per procedere con fiducia.

La chirurgia refrattiva corregge la miopia, l’ipermetropia, l’astigmatismo e la presbiopia, per ridurre la dipendenza da occhiali e lenti a contatto. Prima dell’intervento tutto si fonda su una valutazione rigorosa: è questa che permette di scegliere la tecnica più adatta e più sicura per i suoi occhi. Ecco come si svolge, concretamente, la sua presa in carico con il Dr Tourabaly.

Le 6 tappe del suo percorso

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Primo contatto & prenotazione dell’appuntamento

Tutto comincia con un appuntamento, online su Doctolib o per telefono allo studio di Cachan. Non è necessario alcun esame preliminare: la prima visita serve proprio a valutare la sua situazione.

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Prima visita

Il Dr Tourabaly analizza la sua correzione, i suoi precedenti clinici e le sue aspettative (sport, lavoro al computer, lenti a contatto mal tollerate). È il momento di esporre il suo obiettivo e di porre tutte le sue domande.

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Valutazione preoperatoria completa

Una serie di esami rapidi e senza contatto misura con precisione i suoi occhi: topografia corneale, aberrometria, pachimetria (spessore della cornea), OCT. Questi dati determinano le tecniche ipotizzabili. Scopra la valutazione preoperatoria →

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Decisione condivisa sulla tecnica

Alla luce della valutazione, il Dr Tourabaly le presenta la tecnica o le tecniche adatte ai suoi occhi, con i loro vantaggi e i loro limiti. La scelta si compie insieme, senza fretta. Confronti le 4 tecniche →

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L’intervento (il giorno X)

L’intervento si svolge in regime ambulatoriale, in anestesia locale con collirio e senza ricovero. Il collirio anestetico assicura il suo comfort; l’intervento dura pochi minuti per occhio. Lo svolgimento preciso dipende dalla sua tecnica:

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Il monitoraggio postoperatorio

Un primo controllo ha luogo già il giorno successivo (giorno 1) dopo LASIK, SMILE o impianto ICL, e al terzo o quarto giorno dopo la PRK, poi a un mese. L’impianto ICL prevede un controllo supplementare al settimo giorno. Le vengono prescritti dei colliri. Le precauzioni variano a seconda della tecnica: sport e piscina, assenza dal lavoro, secchezza oculare, aloni notturni.

Preparare bene ogni appuntamento

Un percorso che si svolge bene comincia da una buona preparazione. Ecco che cosa è utile predisporre prima di ogni appuntamento, per guadagnare tempo e rendere più affidabili gli esami.

Prima della prima visita

Raccolga le sue prescrizioni di occhiali e di lenti a contatto, l’elenco delle terapie in corso e gli eventuali precedenti oftalmologici (secchezza, allergie, chirurgia precedente). Se porta lenti a contatto, annoti da quanto tempo e con quale frequenza. Questi elementi aiutano il Dr Tourabaly a comprendere la sua situazione fin dal primo colloquio.

Prima della valutazione preoperatoria

Le lenti a contatto deformano leggermente la cornea. Perché la topografia e le misure siano affidabili, occorre sospenderle prima della valutazione: in pratica 48 ore per le lenti morbide e 5 giorni per le lenti rigide. Il tempo esatto le viene precisato durante la visita. Il giorno della valutazione, preveda di non guidare subito dopo se le sue pupille sono state dilatate.

Il giorno dell’intervento

Venga senza trucco, senza profumo né crema attorno agli occhi, con un abbigliamento comodo. Si faccia accompagnare: la sua vista sarà offuscata nelle prime ore e guidare al ritorno è sconsigliato. Un paio di occhiali da sole è utile per il tragitto, perché gli occhi sono allora più sensibili alla luce.

Il giorno X, passo dopo passo

Il giorno dell’intervento è più semplice di quanto molti immaginino. Al suo arrivo, la sua cartella e i parametri di trattamento vengono verificati un’ultima volta. Viene sistemato o sistemata in modo confortevole, poi vengono instillati colliri anestetici e antisettici.

Durante l’intervento lei resta sveglio o sveglia e l’équipe la guida passo dopo passo: le viene semplicemente chiesto di fissare una luce. Può percepire una pressione o una variazione di luminosità, ma il collirio anestetico assicura il suo comfort. L’intervento in sé dura pochi minuti per occhio.

Una volta terminato, si osserva un breve tempo di riposo e di sorveglianza prima che lei rientri, accompagnato o accompagnata. La vista è generalmente annebbiata e lacrimosa nelle prime ore: è previsto e transitorio.

I primi giorni e il recupero

Il recupero dipende dalla tecnica scelta. Dopo un LASIK o uno SMILE, la vista migliora spesso già il giorno successivo, con un fastidio moderato nelle prime ore. Dopo una PRK, la cicatrizzazione di superficie richiede qualche giorno, durante il quale fastidio e sensibilità alla luce sono frequenti; la vista si stabilizza poi gradualmente. Con un impianto fachico (ICL), il recupero visivo è in genere rapido.

In tutti i casi le vengono prescritti dei colliri (lubrificanti e antinfiammatori), con un calendario preciso. Nelle prime settimane sono necessarie alcune precauzioni: evitare di sfregarsi gli occhi, rimandare la piscina e gli sport da contatto, proteggere gli occhi dal sole e dalla polvere. I tempi dettagliati sono riportati nelle pagine dedicate allo sport e alla piscina, all’assenza dal lavoro e alla secchezza oculare.

Il monitoraggio è scandito da controlli: già il giorno successivo (giorno 1) dopo LASIK, SMILE o impianto ICL, al terzo o quarto giorno dopo la PRK, poi a un mese, con un controllo supplementare al settimo giorno per l’impianto ICL, per verificare la cicatrizzazione e la qualità della vista. Altri appuntamenti possono essere aggiunti in base alla sua evoluzione.

Quanto dura il percorso?

Dalla prima visita all’intervento, calcoli in genere qualche settimana: questo tempo comprende la valutazione preoperatoria, un periodo di riflessione e l’organizzazione pratica. Non è una corsa: questo ritmo permette di assicurarsi che la decisione sia presa con serenità e che la tecnica scelta sia la più adatta ai suoi occhi. Il monitoraggio, dal canto suo, prosegue per diverse settimane dopo l’intervento.

FAQ

Domande frequenti

Quanto tempo passa tra il primo appuntamento e l’intervento?
Il percorso si distribuisce in genere su qualche settimana: prima visita, valutazione preoperatoria approfondita, tempo di riflessione, poi intervento. Questo ritmo permette di confermare che la tecnica scelta è la più sicura per i suoi occhi.
Bisogna sospendere le lenti a contatto prima della valutazione?
Sì. Le lenti a contatto modificano leggermente la forma della cornea e possono falsare le misure. Occorre quindi sospenderle prima della valutazione: 48 ore per le lenti morbide, 5 giorni per le rigide. Il tempo preciso le viene indicato in visita.
L’intervento richiede un ricovero?
No. La chirurgia refrattiva, con il laser o con impianto, si svolge in regime ambulatoriale: lei rientra a casa lo stesso giorno, dopo un breve tempo di riposo.
Come avviene l’anestesia?
L’intervento si esegue in anestesia locale con collirio (gocce), senza iniezioni. Il collirio anestetico assicura il suo comfort durante l’intervento, che dura pochi minuti per occhio.
Devo venire accompagnato il giorno dell’intervento?
Sì, è consigliato: la sua vista è offuscata nelle prime ore e non potrà guidare al ritorno.
Quando posso riprendere il lavoro e la guida?
Dipende dalla tecnica: la ripresa è spesso rapida dopo LASIK o SMILE (24-48 h), più graduale dopo una PRK. La guida riprende una volta confermato il recupero visivo durante un controllo. Dettagli nella pagina assenza dal lavoro.
Che cosa succede se non sono un buon candidato?
Se gli esami mostrano che nessuna tecnica è adatta, il Dr Tourabaly glielo spiega chiaramente e la indirizza verso l’alternativa più sicura, oppure le sconsiglia l’intervento. Questa selezione rigorosa è il fondamento della sicurezza della chirurgia refrattiva.

Per approfondire

Studio di Cachan · Tel. +33 1 45 47 08 11

Questa pagina ha finalità informativa e didattica. Non sostituisce una visita: solo una valutazione personalizzata permette di stabilire se una chirurgia refrattiva è indicata per lei, e con quale tecnica.