Chirurgia della cataratta — impianti premium

Impianto EDOF: visione continua, aloni notturni ridotti

Gli impianti EDOF (Extended Depth of Focus) estendono la profondità di fuoco senza creare più fuochi distinti, limitando gli aloni e gli abbagliamenti notturni associati agli impianti multifocali classici. Panoramica degli impianti che utilizzo nella mia pratica — Vivity, TECNIS PureSee, LuxSmart — e degli altri EDOF disponibili in Francia.

Che cos’è un impianto EDOF?

L’EDOF — sigla di Extended Depth of Focus, cioè profondità di fuoco estesa — indica una famiglia di impianti intraoculari la cui ottica allunga la zona di nitidezza invece di creare più fuochi distinti. Questo approccio si distingue dalle due grandi famiglie esistenti:

  • Impianto monofocale: visione nitida a una sola distanza (il più delle volte da lontano), con occhiali necessari per la lettura.
  • Impianto multifocale diffrattivo (bifocale o trifocale): due o tre fuochi di nitidezza (lontano, intermedio, vicino), al prezzo di aloni e abbagliamenti notturni in una quota non trascurabile di pazienti.
  • Impianto EDOF: intervallo di visione continuo dal lontano all’intermedio, con aloni sensibilmente minori rispetto ai multifocali diffrattivi classici.

In concreto, un impianto EDOF permette di ritrovare una visione confortevole per la guida (compresa quella notturna nella maggior parte dei casi), per il lavoro al computer e per gran parte delle attività quotidiane. La lettura fine di caratteri piccoli può richiedere occhiali di appoggio. Il profilo di riferimento è quindi il paziente attivo dai 55 ai 70 anni, per il quale la guida notturna e l’uso prolungato degli schermi hanno un peso importante.

Capire con un’immagine

Impianti premium: ritrovare più distanze

Gli impianti premium sono concepiti per restituire più distanze di visione (lontano, intermedio, a volte vicino) dopo la chirurgia della cataratta o del cristallino trasparente.

Gli impianti EDOF che utilizzo nella mia pratica

Tre modelli di impianto EDOF vengono utilizzati in base al profilo del paziente e ai risultati della biometria: Vivity, TECNIS PureSee e LuxSmart. Tutti vengono inseriti alla Clinique Sainte-Geneviève (Parigi 14º), la struttura operatoria in cui eseguo tutti i miei interventi di cataratta. Per visualizzare l’intervallo continuo dal lontano all’intermedio di un impianto EDOF e confrontarlo con le altre famiglie, provi il nostro simulatore di visione per impianto.

Vivity (Alcon) — EDOF non diffrattivo a wavefront-shaping

Il Vivity impiega una tecnologia proprietaria detta wavefront-shaping (X-WAVE™): una microelevazione centrale del profilo ottico (meno di un micrometro) allunga il punto focale per ampliare la profondità di fuoco, senza segmentazione diffrattiva. Questo limita fortemente gli aloni e gli abbagliamenti notturni, con un profilo molto vicino a quello di un impianto monofocale standard.

Jeon et al. (Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol, 2022) hanno mostrato che il Vivity dà risultati visivi soddisfacenti anche in presenza di una membrana epiretinica di basso grado, il che allarga la sua indicazione a pazienti che non sarebbero stati candidati a un multifocale diffrattivo classico. Arrigo et al. (Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol, 2021), in uno studio di pratica reale su una coorte eterogenea, confermano il profilo favorevole in termini di disfotopsie e di soddisfazione dei pazienti.

Limiti da conoscere: la visione da vicino resta modesta — la lettura fine richiede spesso occhiali di appoggio. Il Vivity si rivolge ai pazienti che accettano il compromesso «pochi aloni, ma occhiali da lettura».

TECNIS PureSee (Johnson & Johnson) — EDOF refrattivo continuo

Il TECNIS PureSee, commercializzato da Johnson & Johnson Vision, è un impianto EDOF refrattivo di ultima generazione. La sua ottica continua, priva di anelli diffrattivi, restituisce un intervallo di visione esteso dal lontano all’intermedio, con un profilo di aloni molto vicino a quello di un impianto monofocale.

Alfonso-Bartolozzi et al. (J Refract Surg, 2025) riportano, in uno studio prospettico, risultati ottici e visivi favorevoli nei pazienti impiantati, con un’acuità visiva da lontano e intermedia elevata e un basso livello di disfotopsie. Questo profilo ne fa un’opzione particolarmente adatta ai pazienti sensibili agli artefatti luminosi notturni — chi guida regolarmente, chi lavora al computer, le professioni esposte a sorgenti luminose puntiformi.

Limiti simili a quelli del Vivity: la visione da vicino fine resta il punto debole degli EDOF attuali. Occhiali leggeri per la lettura prolungata sono frequenti.

LuxSmart (Bausch + Lomb) — EDOF non diffrattivo ad aberrazioni sferiche

Il LuxSmart si fonda sulla tecnologia Pure Refractive Optics (PRO): una zona centrale di 2 mm che combina aberrazioni sferiche del 4º e del 6º ordine di segno opposto per creare una profondità di fuoco estesa, circondata da una zona di transizione e poi da una periferia monofocale. L’intera superficie è puramente refrattiva — nessun anello diffrattivo — il che limita i fenomeni disfotopsici.

Un’analisi comparativa pubblicata nel 2024 (Transl Vis Sci Technol) ha valutato il design funzionale del LuxSmart a confronto con il Vivity: le due lenti, pur basandosi su meccanismi ottici diversi (wavefront-shaping per il Vivity, aberrazioni sferiche combinate per il LuxSmart), offrono profili di profondità di fuoco estesa confrontabili. Il LuxSmart viene spesso proposto ai pazienti che cercano un profilo monofocale-plus con una buona stabilità refrattiva e una piattaforma idrofoba.

Limiti: come per gli altri EDOF non diffrattivi, la visione da vicino fine resta modesta; la prestazione ottica è sensibile al diametro pupillare.

Gli altri impianti EDOF disponibili in Francia

Altri impianti EDOF sono presenti sul mercato europeo, con tecnologie ottiche diverse. Non li utilizzo sistematicamente nella mia pratica, per preferenza verso i tre modelli precedenti oppure per ragioni di disponibilità nella struttura operatoria.

Mini WELL Ready (SIFI Medtech) — EDOF non diffrattivo

Impianto italiano progressivo a ottica asferica divisa in tre zone concentriche, con aberrazioni sferiche di segno opposto nella zona centrale e in quella mediana e una periferia monofocale. Commercializzato in Europa da diversi anni, punta a una profondità di fuoco estesa con pochi fenomeni fotici, in funzione soprattutto del diametro pupillare.

TECNIS Symfony (Johnson & Johnson) e AT LARA 829MP (Zeiss) — EDOF diffrattivi

Il TECNIS Symfony, lanciato nel 2014, è il primo impianto EDOF a echelette diffrattiva. Estende la profondità di fuoco grazie a un reticolo diffrattivo combinato con una correzione dell’aberrazione cromatica. L’AT LARA 829MP (Zeiss), marcato CE nel 2017, si basa su una tecnologia diffrattiva chiamata Light Bridge, con profilo Smooth Microphase (SMP) pensato per ridurre la diffusione della luce e gli effetti collaterali visivi.

Questi due impianti restano riferimenti storici. Gli EDOF diffrattivi comportano un leggero aumento dei fenomeni fotici (aloni sottili intorno alle sorgenti luminose puntiformi) rispetto agli EDOF non diffrattivi di ultima generazione — il che spiega in parte l’evoluzione del mercato verso i modelli Vivity, PureSee e LuxSmart.

EDOF o «enhanced monofocal»? Una distinzione importante

Diversi impianti commercializzati negli ultimi anni vengono a volte presentati come «EDOF» nella comunicazione dei produttori, mentre la letteratura scientifica li classifica più precisamente come enhanced monofocals (o mono-EDOF). È il caso in particolare del TECNIS Eyhance (Johnson & Johnson), dell’Isopure 123 (BVI PhysIOL) e del RayOne EMV (Rayner).

La distinzione è tecnica: gli enhanced monofocals applicano modifiche minori al profilo monofocale (aberrazioni sferiche regolate, curvatura centrale accentuata) per estendere in misura moderata la visione intermedia, senza raggiungere i criteri ufficiali di un EDOF definiti dalla norma ANSI (guadagno di almeno 0,5 diottrie a 0,2 logMAR di acuità visiva). Costituiscono una categoria intermedia tra il monofocale standard e l’EDOF, utile per alcuni profili di paziente ma diversa da un vero EDOF quanto all’ampiezza dell’intervallo focale.

Questo chiarimento non squalifica tali impianti — ognuno ha le proprie indicazioni — ma evita le confusioni frequenti in visita, quando un paziente arriva con l’etichetta «EDOF» mentre il modello preso in considerazione rientra in realtà negli enhanced monofocal.

Come scelgo tra Vivity, PureSee e LuxSmart

La scelta tra i tre impianti EDOF che utilizzo nella mia pratica avviene durante la visita preoperatoria, dopo l’analisi di diversi parametri clinici e tecnici:

  • Biometria ottica (IOLMaster 700): misure precise della lunghezza assiale, delle curvature corneali e della profondità della camera anteriore.
  • Astigmatismo corneale: a partire da 0,75-1 diottria può essere proposta una versione torica dell’impianto, per correggere contemporaneamente la cataratta e l’astigmatismo.
  • Topografia corneale: ricerca di irregolarità o di cheratocono frusto che controindichino alcuni impianti.
  • Diametro pupillare mesopico: alcuni impianti EDOF non diffrattivi sono sensibili al diametro della pupilla, il che influisce sulla scelta.
  • Stile di vita: guida notturna frequente, lavoro al computer, attività del tempo libero che richiedono molta visione intermedia.
  • Stato della macula (OCT): una DMLE evolutiva o una patologia maculare significativa orienta di norma verso un impianto monofocale piuttosto che verso un EDOF.
  • Disponibilità nella struttura operatoria della Clinique Sainte-Geneviève il giorno dell’intervento.

I tre impianti vengono proposti in base al profilo individuale, senza preferenze a priori. Ogni modello si fonda su una tecnologia ottica diversa — wavefront-shaping per il Vivity, refrattivo continuo per il PureSee, aberrazioni sferiche combinate per il LuxSmart — e può corrispondere meglio ad alcuni profili clinici che ad altri. La decisione finale si prende insieme al paziente, dopo aver esposto i benefici e i limiti di ciascuna opzione.

Chi è idoneo a un impianto EDOF?

L’impianto EDOF si rivolge soprattutto ai pazienti operati per una cataratta conclamata, oppure a chi valuta una chirurgia refrattiva del cristallino trasparente (RLE, Refractive Lens Exchange) per correggere insieme presbiopia e ipermetropia. Le indicazioni si fondano su una valutazione preoperatoria completa.

Principali controindicazioni:

  • Degenerazione maculare legata all’età (DMLE) evolutiva
  • Glaucoma non stabilizzato o avanzato
  • Patologia maculare significativa (edema, membrana epiretinica avanzata)
  • Cornea irregolare, cicatrici corneali estese, cheratocono evolutivo
  • Sindrome dell’occhio secco severa non compensata
  • Aspettative visive non realistiche (ricerca di un’indipendenza completa dagli occhiali a tutte le distanze — in questo caso è più adatto un multifocale trifocale, con i compromessi che comporta sugli aloni)
Uomo che legge il menu di un ristorante
La lettura di un menu o di uno schermo è il più delle volte possibile senza occhiali; i caratteri molto piccoli possono ancora richiederli.

Risultati attesi e limiti dichiarati

Gli studi comparativi recenti confermano il posizionamento degli EDOF. Asena et al. (J Cataract Refract Surg, 2023) confrontano un impianto EDOF non diffrattivo con un impianto trifocale: i pazienti con EDOF riferiscono una qualità della visione notturna superiore e meno aloni, mentre il trifocale offre una visione da vicino più efficace senza occhiali. La scelta è quindi un arbitrato: indipendenza dagli occhiali per il vicino contro comfort notturno.

Nella pratica, la maggior parte dei pazienti con EDOF fa a meno degli occhiali per la guida, per le attività del tempo libero e per il lavoro al computer. Per la lettura prolungata di caratteri piccoli (libri, foglietti illustrativi, schermi tascabili) si usano spesso occhiali da lettura leggeri (da +1,00 a +1,50 diottrie circa).

Il periodo di neuroadattamento è di norma da 2 a 4 settimane. Alcuni pazienti percepiscono un leggero «rilievo» o irregolarità transitorie nella prima settimana, che si attenuano rapidamente.

Il parere del Dr Tourabaly

«L’impianto EDOF è diventato la mia proposta di riferimento per i pazienti attivi dai 55 ai 70 anni, che nel quotidiano privilegiano il comfort notturno e la visione intermedia, senza attendersi un’indipendenza totale per la lettura fine. Disporre di tre modelli — Vivity, TECNIS PureSee, LuxSmart — permette di adattare la scelta a ogni profilo di paziente. Quando la priorità è fare a meno degli occhiali per il vicino, preferisco discutere di un multifocale trifocale con i compromessi che comporta. L’arbitrato dipende dallo stile di vita e dalle aspettative espresse durante la visita.»

Il percorso di cura

La visita di valutazione si svolge nello studio di Cachan (94): appuntamento al +33 1 45 47 08 11 oppure direttamente su Doctolib. Comprende un esame oftalmologico completo, una biometria IOLMaster 700, una topografia corneale e un OCT maculare per confermare l’idoneità. La valutazione preoperatoria è descritta nel dettaglio nella pagina Valutazione preoperatoria della cataratta.

L’intervento viene eseguito alla Clinique Sainte-Geneviève (Parigi 14º), in regime ambulatoriale e in anestesia topica, qualunque sia l’impianto EDOF scelto (Vivity, TECNIS PureSee o LuxSmart). Dura dai 15 ai 20 minuti per occhio; i due occhi vengono di norma operati a 1-4 settimane di distanza, per rendere più sicuro il recupero. Il controllo postoperatorio prevede una visita a due giorni dall’intervento (G+2), poi a un mese e infine a un anno.

Per conoscere il percorso completo della chirurgia della cataratta, consulti la pagina di riferimento.

Tariffe dell’impianto EDOF

L’atto chirurgico della cataratta è interamente coperto dall’Assurance Maladie (l’assicurazione sanitaria pubblica francese) e dalla mutuelle (l’assicurazione sanitaria integrativa francese) quando l’indicazione è medicalmente giustificata. Anche l’impianto monofocale standard è coperto. Gli impianti premium (EDOF, multifocali, torici) comportano un supplemento tariffario non rimborsato dalla Sécurité sociale (la previdenza sociale francese), il cui importo varia a seconda del modello e della versione scelti (standard o torica).

Molte mutuelle prevedono un pacchetto «impianto premium» che copre in tutto o in parte questo supplemento. Un preventivo dettagliato le viene consegnato al termine della valutazione preoperatoria. Il dettaglio completo delle tariffe, delle modalità di rimborso e dei pacchetti offerti dalle mutuelle è esposto nella pagina dedicata: Tariffe cataratta.

Domande frequenti

Gli aloni restano nettamente più discreti rispetto a un impianto multifocale diffrattivo. La maggior parte dei pazienti guida di notte senza fastidi significativi dopo la fase di neuroadattamento (da 2 a 4 settimane). Qualche leggero riflesso intorno ai fari può persistere, di norma tollerato senza conseguenze funzionali. Per approfondire, veda la nostra pagina dedicata agli aloni notturni dopo la cataratta.

La pratica abituale è utilizzare lo stesso modello di impianto in entrambi gli occhi, per ottenere una visione binoculare coerente e un neuroadattamento omogeneo. Una combinazione Vivity / PureSee / LuxSmart è teoricamente possibile, ma non è consigliata senza una ragione clinica precisa. Un approccio di «mini-monovisione» (un occhio regolato leggermente per la visione da vicino) è invece ipotizzabile con uno stesso modello.

Il trifocale restituisce tre distanze (lontano, intermedio, vicino) con una visione da vicino più autonoma, ma al prezzo di aloni notturni più marcati. L’EDOF privilegia un intervallo continuo dal lontano all’intermedio con pochi aloni, ma richiede spesso gli occhiali per la lettura fine. Il dettaglio degli impianti multifocali e premium è esposto nelle pagine dedicate.

Il Vivity è in commercio dal 2019-2020, con diversi anni di esperienza alle spalle e studi pubblicati con regolarità. Il LuxSmart è disponibile dal 2020, con un’esperienza clinica solida e pubblicazioni di confronto con gli altri EDOF. Il TECNIS PureSee è più recente, commercializzato nel 2024, con risultati favorevoli a breve e medio termine pubblicati nel 2024-2025. Tutti si basano su piattaforme materiali collaudate, di cui è nota la stabilità biomeccanica a lungo termine.

Per la visione da lontano e per quella intermedia, la maggior parte dei pazienti fa a meno degli occhiali nella vita di tutti i giorni. Per la lettura fine prolungata (libri tascabili, foglietti illustrativi, schermi di telefono con poca luce) si usano spesso occhiali da lettura leggeri (da +1,00 a +1,50 D). Se l’indipendenza dagli occhiali per il vicino è una priorità assoluta, è preferibile discutere di un impianto multifocale trifocale, accettando i compromessi sugli aloni notturni.

Parlare di un impianto EDOF con il Dr Tourabaly

Fonti

  1. Jeon S, Choi A, Kwon H, et al. Clinical outcomes after implantation of extended depth-of-focus AcrySof® Vivity® intraocular lens in eyes with low-grade epiretinal membrane. Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol. 2022;260(12):3883-3888. PMID: 35796821
  2. Arrigo A, Gambaro G, Fasce F, Aragona E, Figini I, Bandello F. Extended depth-of-focus (EDOF) AcrySof® IQ Vivity® intraocular lens implant: a real-life experience. Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol. 2021;259(9):2717-2722. PMID: 34050809
  3. Alfonso-Bartolozzi B, Martinez-Alberquilla I, Fernández-Vega-Cueto L, et al. Optical and Visual Outcomes of a New Refractive Extended Depth of Focus Intraocular Lens. J Refract Surg. 2025;41(4):e333-e341. PMID: 40197065
  4. Asena L, Kırcı Dogan İ, Oto S, Dursun Altınors D. Comparison of visual performance and quality of life with a new nondiffractive EDOF intraocular lens and a trifocal intraocular lens. J Cataract Refract Surg. 2023;49(5):504-511. PMID: 36700928
  5. Berger T, Stahl M, Daas L, et al. Functional Design Analysis of Two Current Extended-Depth-of-Focus Intraocular Lenses (confronto Vivity / LuxSmart). Transl Vis Sci Technol. 2024. PMC11343009

Questo articolo ha finalità informativa. Un parere oftalmologico personalizzato resta indispensabile per qualsiasi decisione terapeutica.