Cataratta · Sintomi

Sintomi della cataratta: riconoscere i segni e sapere quando rivolgersi allo specialista

Vista annebbiata, aloni notturni, colori spenti, cambi frequenti di occhiali: sono sintomi che fanno pensare a una cataratta e giustificano una valutazione oftalmologica. Visite a Cachan (94) o a Parigi, intervento alla Clinique Sainte-Geneviève (Parigi 14º).

Quando la cataratta diventa sintomatica?

La cataratta è l’opacizzazione progressiva del cristallino, la lente naturale situata all’interno dell’occhio. Questa lente, normalmente trasparente, si opacizza con l’età: le proteine che la compongono si aggregano e la luce raggiunge la retina con più difficoltà. La vista diventa allora annebbiata, come se si guardasse attraverso un parabrezza appannato.

Prima causa al mondo di calo della vista correggibile, la cataratta interessa più di un francese su cinque dopo i 65 anni e la quasi totalità della popolazione dopo gli 85 anni. Non è una malattia, ma un’evoluzione naturale dell’occhio, come i capelli bianchi. Può però comparire prima in caso di miopia elevata, diabete, trauma oculare, terapia prolungata con cortisonici oppure dopo alcuni interventi intraoculari.

Capire con un’immagine

Cataratta: che cosa vede il paziente

La cataratta annebbia e ingiallisce progressivamente la vista. Questo schema illustra il fastidio percepito nella vita di tutti i giorni, che aiuta a scegliere il momento giusto per operare.

I 7 sintomi più frequenti

La cataratta si instaura in modo progressivo, spesso nell’arco di mesi o di anni. I segni seguenti devono mettere in allarme e motivare una valutazione oftalmologica, soprattutto dopo i 55 anni:

1. Una vista che diventa annebbiata o velata

È il sintomo più tipico. La nitidezza cala progressivamente, i contorni diventano meno precisi, leggere diventa faticoso anche con occhiali adeguati. La vista può sembrare nebbiosa, come attraverso un vetro smerigliato. Questo annebbiamento non si corregge pulendo gli occhiali né sbattendo le palpebre.

2. Un marcato fastidio alla luce (abbagliamento)

Il sole, i fari di notte, i neon di un negozio diventano abbaglianti e sgradevoli. Guidare di notte diventa scomodo, se non pericoloso. Questo abbagliamento anomalo (fotofobia) fa pensare fortemente a una cataratta iniziale, in particolare a una cataratta detta sottocapsulare posteriore.

3. Aloni intorno alle luci

Veri e propri aloni colorati o biancastri compaiono intorno alle sorgenti luminose: fari delle auto, lampioni, schermi televisivi. Questi aloni sono legati alla diffusione della luce da parte del cristallino diventato opaco. Danno fastidio soprattutto alla guida notturna.

4. Colori spenti o ingialliti

Il cristallino cataratto assorbe le lunghezze d’onda blu: i colori appaiono spenti, i bianchi diventano giallastri. Molti pazienti si accorgono dopo l’intervento che non percepivano più correttamente i blu e i viola. Diminuisce anche il contrasto visivo, il che rende difficile leggere i cartelli stradali al crepuscolo.

5. Una visione doppia con un solo occhio (diplopia monoculare)

Più raro, ma molto indicativo: anche chiudendo l’altro occhio, lei vede due immagini leggermente sfalsate dello stesso oggetto. Il fenomeno riflette la disomogeneità ottica del cristallino, che si opacizza a settori.

6. Il bisogno di cambiare spesso gli occhiali

I pazienti constatano che la loro correzione è instabile: la miopia aumenta (oppure, paradossalmente, all’inizio la presbiopia diminuisce: si parla allora di «miopia d’indice»). Alcuni presbiti tornano temporaneamente a leggere senza occhiali, un segno ingannevole ma rivelatore. Se le sue lenti le sembrano superate in poco tempo, ne parli con il suo oftalmologo.

7. Un calo delle prestazioni visive nella vita di tutti i giorni

Più insidioso, ma altrettanto importante: lei legge meno, evita di guidare di notte, non riconosce più i volti da lontano, il cinema e gli altri passatempi perdono attrattiva. Questa perdita di autonomia visiva viene spesso ridimensionata dai pazienti, che si adattano progressivamente alla propria difficoltà.

Quando rivolgersi a un oftalmologo?

Una valutazione oftalmologica è consigliata già alla comparsa di uno solo di questi sintomi, anche isolato. È tanto più urgente se:

  • Ha più di 60 anni e non si sottopone a una visita da oltre due anni;
  • Guida regolarmente, soprattutto di notte;
  • Il suo lavoro o i suoi passatempi richiedono una visione precisa (lettura, lavori di precisione, sport);
  • Ha una miopia elevata, un diabete, un’ipertensione oculare oppure casi di DMLE o di glaucoma in famiglia;
  • Assume cortisonici per lunghi periodi (asma, artrite reumatoide);
  • Ha avuto in passato un trauma oculare o un precedente intervento agli occhi;
  • Nota un rapido peggioramento della vista (nel giro di qualche settimana);
  • Ha delle cadute o una sensazione di insicurezza visiva, anche solo occasionale.

La visita permette di confermare la diagnosi (esame alla lampada a fessura dopo dilatazione), di escludere un’altra causa di calo visivo (DMLE, glaucoma, retinopatia diabetica) e di illustrarle le sue opzioni. Il Dr Tourabaly riceve a Cachan (94) e a Parigi; l’intervento chirurgico, quando è indicato, viene eseguito alla Clinique Sainte-Geneviève (Parigi 14º).

Quando l’operazione diventa necessaria?

Oggi non esiste più il criterio della «cataratta abbastanza matura» per operare. L’indicazione si fonda sul disagio funzionale avvertito dal paziente: quando la cataratta impedisce di leggere comodamente, di guidare in sicurezza o di svolgere le proprie attività quotidiane e professionali, l’intervento è giustificato.

Secondo le raccomandazioni internazionali, i criteri obiettivi seguenti depongono a favore di un intervento:

  • Acuità visiva corretta inferiore a 6/10 che disturba la vita quotidiana;
  • Abbagliamento significativo nelle condizioni di guida notturna;
  • Perdita di contrasto confermata all’esame;
  • Anisometropia fastidiosa (differenza di correzione tra i due occhi diventata intollerabile);
  • Cataratta che impedisce il monitoraggio del fondo oculare in un’altra patologia (DMLE, retinopatia diabetica).

La chirurgia della cataratta è oggi l’intervento più eseguito in Francia (oltre 800.000 all’anno). Si svolge in regime ambulatoriale, in anestesia topica (colliri), dura una decina di minuti e nel 95 % dei casi consente un recupero visivo rapido, in pochi giorni. Una pagina dedicata all’intervento ne descrive lo svolgimento alla Clinique Sainte-Geneviève.

Segni di urgenza: non attendere

Alcuni sintomi impongono una visita urgente, entro 24-48 ore. Non corrispondono sempre a una cataratta, ma possono simularla:

  • Calo visivo improvviso (nel giro di ore o di giorni) in un occhio: fa pensare a un distacco di retina, a un’occlusione vascolare o a una neurite ottica.
  • Lampi luminosi (fosfeni) o comparsa improvvisa di «mosche volanti» (miodesopsie) in gran numero.
  • Velo nero o perdita di una parte del campo visivo.
  • Occhio rosso e dolente con calo della vista, soprattutto dopo un intervento recente (rischio di endoftalmite).
  • Visione deformata delle linee dritte (DMLE essudativa).

Al di fuori di queste urgenze, una cataratta non impone tempi stretti: può essere operata quando lo desidera, secondo un calendario concordato con il suo chirurgo.

Domande frequenti

La cataratta può sparire senza operazione?

No. La cataratta è legata a una modificazione irreversibile delle proteine del cristallino: non regredisce mai. Nessun collirio, nessun integratore alimentare e nessun farmaco ha dimostrato di essere efficace nel trattarla. Solo la chirurgia permette di ritrovare una vista chiara.

Posso guidare con una cataratta?

Finché la sua acuità visiva corretta resta superiore a 5/10 nell’occhio meglio corretto e non presenta un abbagliamento importante, può guidare. Non appena la guida notturna diventa difficile (aloni, abbagliamento dei fari), è prudente rivolgersi allo specialista e valutare l’intervento. Dopo l’operazione, la maggior parte dei pazienti torna a guidare entro 24-72 ore.

A che età compare la cataratta?

La cataratta legata all’età comincia a formarsi intorno ai 55 anni, ma diventa fastidiosa in media solo dai 65-70 anni. Alcune forme possono comparire prima: cataratta dopo una miopia elevata, cataratta diabetica, cataratta post-traumatica o post-chirurgica (vitrectomia), cataratta da cortisonici.

Si può prevenire la cataratta?

Non si può impedire la sua comparsa legata all’invecchiamento, ma alcuni fattori modificabili ne rallentano la progressione: protezione solare con occhiali anti-UV, sospensione del fumo, buon compenso del diabete, uso limitato dei cortisonici a lungo termine, alimentazione ricca di antiossidanti (frutta, verdura, omega 3). Una valutazione annuale dopo i 60 anni permette una diagnosi precoce.

La mia vista cala rapidamente: è per forza una cataratta?

Non necessariamente. Un calo visivo rapido può far pensare anche a una DMLE, a un distacco di retina, a un glaucoma acuto, a una retinopatia diabetica o a una malattia neurologica. Solo una visita con esame completo (dilatazione, tonometria, OCT, fondo oculare) permette di individuarne l’origine. In caso di calo rapido della vista, si rivolga senza indugio allo specialista.

Bisogna aspettare che la cataratta sia «matura» per operare?

No. Questo luogo comune risale all’epoca della chirurgia extracapsulare con incisione ampia. Con la facoemulsificazione moderna attraverso una mini-incisione di 2 mm è più semplice operare una cataratta ancora poco densa: meno ultrasuoni, minor rischio per l’endotelio corneale, recupero più rapido. Il momento giusto è quello in cui il disturbo visivo diventa reale.

Fonti

  • Chylack LT Jr, Wolfe JK, Singer DM, et al. The Lens Opacities Classification System III. The Longitudinal Study of Cataract Study Group. Arch Ophthalmol. 1993;111(6):831-836. PMID 8512486. Classificazione LOCS III di riferimento per la gradazione della cataratta (nucleare, corticale, sottocapsulare posteriore).
  • Mönestam E, Wachtmeister L. The impact of cataract surgery on low vision patients: a population based 2-year follow-up study. Acta Ophthalmol Scand. 1997;75(5):569-576. PMID 9469558. Impatto funzionale dei sintomi della cataratta e beneficio della chirurgia.
  • Haute Autorité de Santé. Chirurgie de la cataracte chez l’adulte — recommandations de bonne pratique (Chirurgia della cataratta nell’adulto: raccomandazioni di buona pratica). HAS, 2018 (aggiornamento 2024). Criteri di indicazione e percorso di cura.

Questa pagina ha finalità informativa e non sostituisce una visita individuale. Per capire il percorso completo, dalla diagnosi al recupero, consulti anche la pagina sulla cataratta.

Un dubbio sulla sua vista? Si rivolga al Dr Tourabaly

Valutazione completa a Cachan (94). Intervento alla Clinique Sainte-Geneviève (Parigi 14º) se l’operazione è indicata.

Fonti scientifiche

  • Huang AY, Rao N, Armenti ST. Dropless Cataract Surgery: A Review of the Literature. Int Ophthalmol Clin. 2025;65(2):44-54. DOI: 10.1097/IIO.0000000000000560
  • Alvarado-Villacorta R et al. Surgical interventions for presbyopia. Cochrane Database Syst Rev. 2025;4(4):CD015711. DOI: 10.1002/14651858.CD015711.pub2
  • Bobot N et al. Effect of Femtosecond Laser-Assisted Versus Conventional Clear Corneal Incisions on Endothelial Cell Density and Surgical Efficiency. J Clin Med. 2026;15(2):626. DOI: 10.3390/jcm15020626

Pagina redatta dal Dr Moïse Tourabaly, oftalmologo chirurgo, a scopo informativo. Non sostituisce in alcun caso una visita medica.