Cambiare oftalmologo: cartella clinica, prescrizione e continuità del follow-up

Un pensionamento, un trasloco, uno studio che chiude: può capitare di dover cambiare oftalmologo nel corso di un follow-up. La scelta del medico è libera, e questo cambiamento non fa perdere né la cartella clinica né lo storico del percorso di cura, a condizione di trasmettere i documenti giusti. Questa pagina spiega come recuperare la cartella clinica, quanto vale ancora la sua prescrizione e che cosa portare con sé a seconda della patologia di cui soffre.

CARTELLA CLINICA

Recuperare la propria cartella clinica oftalmologica

L’articolo L.1111-7 del Codice della sanità pubblica (Code de la santé publique) le dà accesso all’insieme delle informazioni riguardanti la sua salute detenute da un professionista o da una struttura sanitaria. La richiesta va presentata per iscritto al medico o allo studio, con copia di un documento d’identità.

La cartella deve esserle comunicata entro otto giorni, termine portato a due mesi quando le informazioni risalgono a più di cinque anni prima. Le spese di riproduzione e di spedizione possono esserle addebitate, ma la consultazione della cartella sul posto è gratuita.

Quando un medico cessa l’attività, le sue cartelle non scompaiono: vengono conservate, trasmesse a un successore o archiviate. Se lo studio non risponde, il Consiglio dipartimentale dell’Ordine dei medici (Conseil départemental de l’Ordre des médecins) può indicarle come procedere.

Che cosa è utile chiedere in via prioritaria

  • I referti operatori, se è stato operato (cataratta, trapianto di cornea, retina, laser).
  • Gli OCT successivi: è il confronto nel tempo che conta.
  • I campi visivi precedenti, essenziali nel glaucoma.
  • Le topografie corneali, se è in corso il monitoraggio di un cheratocono.
  • Il modello dell’impianto inserito, in caso di intervento di cataratta.

La mia prescrizione è ancora valida?

La durata di validità di una prescrizione per occhiali è fissata dall’articolo D.4362-12 del Codice della sanità pubblica e dipende dall’età al momento della prescrizione:

  • Prima dei 16 anni: 1 anno.
  • Dai 16 ai 42 anni: 5 anni.
  • Dopo i 42 anni: 3 anni.
  • Una prescrizione rilasciata da un ortottista rientra invece in un regime distinto: la sua durata di validità è di 2 anni.

Durante questo periodo l’ottico può adattare la correzione. Scaduto il termine, è necessaria una nuova visita. Una prescrizione scaduta non è un motivo di urgenza: può attendere un appuntamento programmato. Un calo recente della vista, invece, non va mai considerato un semplice problema di prescrizione e giustifica una visita, qualunque sia la data dell’ultima prescrizione.

Non interrompere un follow-up in corso

Alcune situazioni richiedono che il passaggio di consegne avvenga senza ritardi, perché il ritmo dei controlli fa parte del trattamento:

  • Glaucoma: il trattamento prosegue senza interruzioni, e il monitoraggio si basa sul confronto dei campi visivi e degli OCT del nervo ottico.
  • Cheratocono: è l’evoluzione della topografia a decidere se fare un cross-linking. Senza le topografie precedenti bisogna ripartire da zero.
  • DMLE in trattamento con iniezioni: l’intervallo tra le iniezioni è adattato a ciascun paziente; un ritardo può far perdere il beneficio ottenuto.
  • Retinopatia diabetica: lo screening annuale resta indicato, e il follow-up viene coordinato con il diabetologo e il medico curante.
  • Dopo un trapianto di cornea: i controlli e il trattamento locale proseguono, talvolta per anni.

Domande frequenti

Ho il diritto di cambiare oftalmologo?

Sì. La libera scelta del medico è un principio del Codice della sanità pubblica francese. Non è richiesta alcuna giustificazione, e il cambiamento non incide sul rimborso: in Francia l’oftalmologia è ad accesso diretto per numerosi motivi di visita, senza passare prima dal medico curante.

Il mio oftalmologo va in pensione: che cosa devo fare?

Chieda copia della sua cartella clinica prima della chiusura dello studio e, se è seguito per una patologia, prenda appuntamento con un nuovo medico senza aspettare. La cartella resta accessibile anche dopo la cessazione dell’attività, ma i tempi si allungano.

Serve una lettera del mio medico curante?

L’oftalmologia è ad accesso diretto per numerosi motivi di visita, tra cui il controllo della vista e il rinnovo della correzione. Una lettera del medico curante non è quindi indispensabile, ma una lettera di accompagnamento facilita la trasmissione dei precedenti clinici.

Che cosa fare se lo studio non mi trasmette la cartella?

Rinnovi la richiesta con lettera raccomandata. In mancanza di risposta, ci si può rivolgere al Consiglio dipartimentale dell’Ordine dei medici. Il termine di legge è di otto giorni, portato a due mesi per informazioni risalenti a più di cinque anni prima.

Posso farmi visitare senza la mia vecchia cartella?

Sì. La visita è possibile e gli esami necessari vengono eseguiti sul posto. I documenti precedenti restano utili: mostrano l’evoluzione nel tempo, che un esame isolato non può fornire.

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Disclaimer

Questa pagina ha finalità informative e non sostituisce una visita medica.

I termini e le durate di validità indicati sono quelli previsti dalla normativa francese in vigore alla data di redazione e possono cambiare. In caso di dubbio sul da farsi, chieda consiglio a un professionista sanitario.