Da che cosa dipende il colore degli occhi?
Il colore degli occhi dipende da un solo pigmento, la melanina, presente nell’iride: nell’occhio umano non esiste né un pigmento blu né un pigmento verde. Le tonalità chiare derivano dalla diffusione della luce nello stroma, un fenomeno puramente ottico paragonabile a quello che rende azzurro il cielo. Questo colore è ereditario ma poligenico — non segue la regola semplicistica di un unico gene recessivo — e può evolvere nel corso dei primi mesi di vita prima di stabilizzarsi.
CAPIRE
Qual è il ruolo della melanina nell’iride?
Il colore degli occhi è determinato dalla melanina, lo stesso pigmento bruno-nero che colora la pelle e i capelli. Nell’iride questa melanina è prodotta da cellule specializzate chiamate melanociti e si deposita principalmente in due strati: lo stroma, davanti, e l’epitelio pigmentato, dietro.
Ciò che varia da una persona all’altra non è il colore del pigmento — sempre identico, un bruno-nero profondo — ma la sua quantità e la sua distribuzione nello stroma. Più lo stroma contiene melanina, più l’iride assorbe la luce e appare scura. Meno ne contiene, più la luce si diffonde e fa apparire chiaro l’occhio.
L’epitelio pigmentato, strato posteriore dell’iride, resta molto scuro in quasi tutte le persone, qualunque sia il colore visibile degli occhi. Il suo ruolo è prima di tutto ottico: impedisce alla luce di attraversare l’iride in punti diversi dalla pupilla, permettendo un’immagine nitida sulla retina. Il colore percepito dall’esterno si gioca dunque essenzialmente nello strato anteriore, lo stroma.
È utile precisare che i melanociti dell’iride non sono presenti in numero variabile: tutti ne possiedono all’incirca la stessa densità. È l’attività di queste cellule, cioè la quantità di melanina che sintetizzano e accumulano, a essere diversa. È questa sfumatura a spiegare perché un’iride bruna e un’iride azzurra possono avere la stessa struttura cellulare e un aspetto visivo radicalmente diverso.
OTTICA
Perché occhi azzurri, verdi, grigi o marroni?
Per quanto possa sorprendere, nell’occhio umano non esiste alcun pigmento blu, verde o grigio. Tutte queste tonalità chiare derivano da un fenomeno fisico: la diffusione della luce da parte delle fibre di collagene dello stroma, un meccanismo paragonabile a quello che rende azzurro il cielo diffondendo la luce solare.
Gli occhi azzurri e l’effetto Tyndall
Quando lo stroma contiene poca melanina, la luce che vi penetra viene diffusa dalle fibre di collagene. Le lunghezze d’onda corte, nello spettro del blu, sono rinviate in modo preferenziale verso l’osservatore: è l’effetto Tyndall, una diffusione selettiva della luce da parte di particelle sottili. L’occhio appare azzurro senza che nel tessuto esista realmente alcun pigmento blu.
Gli occhi verdi e nocciola
Gli occhi verdi e nocciola corrispondono a situazioni intermedie. Una quantità moderata di melanina si combina con la luce diffusa: il giallo-bruno del pigmento si mescola all’azzurro della diffusione di Tyndall, producendo una tonalità verde. Il nocciola, invece, mescola zone brune e verdi all’interno di una stessa iride, spesso con una variabilità legata all’illuminazione dell’ambiente e alla dimensione della pupilla.
Gli occhi grigi e marroni
Gli occhi grigi somigliano a quelli azzurri, ma la diffusione vi avviene in modo più uniforme, spesso in rapporto a una particolare densità delle fibre di collagene dello stroma. Gli occhi marroni, i più diffusi al mondo (oltre il 55 % della popolazione mondiale), contengono molta melanina: essa assorbe la maggior parte della luce, tanto che l’iride appare bruna, dal più chiaro al quasi nero.
GENETICA
Il colore degli occhi è genetico?
Sì, il colore degli occhi è in gran parte ereditario, ma non dipende da un solo gene. È poligenico: più geni intervengono nel regolare la quantità di melanina depositata nello stroma dell’iride. Il modello scolastico del « gene bruno dominante contro gene azzurro recessivo » è una semplificazione superata, che spiega solo una piccola parte dei casi osservati.
Due geni situati sul cromosoma 15, OCA2 e HERC2, hanno un ruolo importante nella produzione e nell’accumulo della melanina. HERC2 regola in particolare l’espressione di OCA2: una variazione in questo gene può bastare a ridurre in modo significativo la produzione di melanina e a conferire agli occhi un colore chiaro. Ma vi partecipano anche altri geni — a oggi se ne contano più di una decina coinvolti — ciascuno con un contributo parziale.
Questa eredità complessa ha una conseguenza nota e spesso sorprendente: due genitori con gli occhi bruni possono avere un figlio con gli occhi chiari, e viceversa. Il colore di un bambino non è quindi mai del tutto prevedibile a partire da quello dei genitori. Si possono stabilire probabilità, parlare di tendenze statistiche, ma non prevedere con certezza il colore finale.
EVOLUZIONE
Il colore degli occhi cambia con l’età?
Il colore degli occhi può evolvere, soprattutto all’inizio della vita. Alla nascita l’iride di molti neonati contiene ancora poca melanina: è per questo che tanti bambini nascono con gli occhi chiari, a volte di un azzurro che si scurirà progressivamente nel corso dei primi mesi.
Nel lattante
Nel corso dei primi mesi di vita i melanociti dell’iride cominciano a produrre melanina sotto l’effetto dell’esposizione alla luce. La tonalità definitiva si stabilisce in genere prima della fine del primo anno, talvolta fino ai diciotto mesi. Un occhio azzurro alla nascita può così virare al verde, al nocciola o al bruno man mano che il pigmento si deposita nello stroma. Questa trasformazione è normale e non deve preoccupare.
Nell’adulto
Nell’adulto il colore è in linea di principio stabile. La tonalità può sembrare variare a seconda della luce ambientale, del colore degli abiti indossati o della dimensione della pupilla (che modifica la porzione di stroma visibile), ma si tratta di un’illusione ottica, non di un vero cambiamento di pigmentazione. Al contrario, un cambiamento di colore reale, unilaterale e duraturo di un occhio non è mai banale e merita sempre una visita oculistica.
PARTICOLARITÀ
Eterocromia e particolarità di colore
Alcune persone presentano colori degli occhi atipici o asimmetrici. La maggior parte di queste particolarità è benigna e presente fin dalla nascita, ma alcune esprimono una causa medica che è importante saper riconoscere.
- L’eterocromia completa: i due occhi sono di colore diverso, per esempio un occhio azzurro e uno bruno. È il più delle volte congenita, isolata e senza conseguenze sulla vista.
- L’eterocromia settoriale (o parziale): una stessa iride presenta due tonalità distinte, come un settore bruno su un fondo azzurro-grigio. Può essere congenita o acquisita.
- Le macchie e i nevi dell’iride: piccole zone più pigmentate, paragonabili a nei, in genere stabili, benigne e molto frequenti nella popolazione.
- L’iride bicolore centrale: una variazione di colore concentrica, più scura al centro e più chiara in periferia (o viceversa), legata a una distribuzione disomogenea della melanina.
Un’eterocromia presente da sempre è raramente preoccupante. Al contrario, un’eterocromia comparsa tardivamente, oppure una macchia dell’iride che si ingrandisce, cambia forma o modifica il proprio rilievo, giustifica una visita oculistica senza indugio. Alcune cause acquisite — infiammazioni, variazioni della pressione oculare, effetti di certi farmaci — possono modificare la tonalità di un’iride.
ALLARME
Quando un cambiamento di colore deve mettere in allarme?
Un cambiamento di colore di un occhio non è privo di importanza quando si accompagna ad altri segni. Alcuni sintomi, associati a una modifica della tonalità, impongono una visita oculistica rapida anziché una semplice osservazione.
Segni che richiedono una visita rapida
- Rossore e dolore di un occhio con sensibilità alla luce: può far pensare a un’uveite anteriore (infiammazione dell’iride).
- Aloni attorno alle luci e occhio dolente: possibili segni di un rialzo improvviso della pressione oculare — consultare lo stesso giorno.
- Velo grigiastro o biancastro sulla pupilla: può indicare un’opacizzazione del cristallino (cataratta) o un deposito corneale, da distinguere da un cambiamento dell’iride stessa.
- Macchia dell’iride che evolve, cambia forma, dimensione o rilievo nel corso delle settimane o dei mesi.
- Eterocromia di comparsa recente in un adulto, soprattutto se insorge rapidamente e senza spiegazione.
In queste situazioni, solo un esame alla lampada a fessura permette di osservare l’iride in dettaglio, di misurare la pressione oculare e di determinarne la causa. Il glaucoma, per esempio, in alcune forme può modificare l’aspetto dell’iride e va individuato precocemente. Il colore degli occhi, di per sé, non è una malattia. È il cambiamento associato a sintomi che deve portare a consultare, senza attendere.
MITI
Miti diffusi sul colore degli occhi
Il colore degli occhi è circondato da numerose idee sbagliate, spesso radicate nell’insegnamento scolastico o trasmesse di generazione in generazione. Eccone alcune che la genetica moderna e l’oftalmologia permettono di correggere.
« Due genitori con gli occhi azzurri hanno per forza figli con gli occhi azzurri »
Non è esatto. Benché questo scenario sia statisticamente il più frequente, la genetica poligenica del colore degli occhi lascia un margine. Varianti genetiche portate ma non espresse possono ricomparire in un figlio e dargli occhi bruni, anche se entrambi i genitori hanno gli occhi azzurri. Il fenomeno resta raro, ma è documentato.
« Le lenti a contatto colorate sono innocue »
Le lenti colorate vendute senza prescrizione medica — in particolare su internet o nei negozi di articoli per travestimenti — rappresentano un rischio serio per la cornea. Non sono adattate alla curvatura dell’occhio, riducono l’apporto di ossigeno e favoriscono le infezioni. In Francia ogni lente oculare è un dispositivo medico soggetto a prescrizione oculistica. La topografia corneale eseguita nel corso di una valutazione permette tra l’altro di verificare la compatibilità di applicazione di una lente.
« L’alimentazione può cambiare il colore degli occhi »
Nessun dato scientifico sostiene l’idea che un regime alimentare, un integratore o una pianta possano modificare il colore dell’iride. La pigmentazione dell’iride è determinata geneticamente e non risponde agli apporti nutrizionali. Le pubblicazioni che affermano il contrario appartengono al marketing, non alla medicina.
DOMANDE FREQUENTI
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Domande frequenti sul colore degli occhi
Perché nell’occhio non esiste un pigmento blu?
Perché l’azzurro degli occhi non è dovuto a un pigmento ma a un fenomeno ottico. Quando lo stroma dell’iride contiene poca melanina, la luce vi viene diffusa in modo selettivo e rinvia soprattutto le lunghezze d’onda blu verso l’osservatore. È l’effetto Tyndall, lo stesso principio fisico che dà al cielo il suo colore azzurro.
Due genitori con gli occhi azzurri possono avere un figlio con gli occhi bruni?
Sì, è possibile benché raro. Il colore degli occhi è poligenico: numerosi geni regolano la quantità di melanina nell’iride. Il modello semplice « azzurro recessivo contro bruno dominante » non basta a prevedere il colore di un bambino, che conserva sempre una parte di imprevisto genetico.
Perché i neonati hanno spesso gli occhi azzurri alla nascita?
Alla nascita l’iride di molti neonati contiene ancora poca melanina, il che rende l’occhio chiaro e spesso azzurrino. Nel corso dei primi mesi i melanociti cominciano a produrre il pigmento sotto l’effetto della luce e la tonalità definitiva si stabilisce, in genere prima della fine del primo anno. Un occhio azzurro può così diventare verde, nocciola o bruno.
Il colore degli occhi può davvero cambiare in età adulta?
Nell’adulto il colore è in linea di principio stabile. Le variazioni percepite a seconda della luce o degli abiti sono illusioni ottiche, non vere modifiche della pigmentazione. Un cambiamento di colore reale, unilaterale e persistente di un solo occhio, soprattutto se accompagnato da rossore o dolore, deve portare a consultare rapidamente un oculista.
L’eterocromia è pericolosa?
L’eterocromia congenita — presente fin dalla nascita — è nella maggior parte dei casi benigna e senza conseguenze sulla vista. Al contrario, un’eterocromia comparsa tardivamente in un adulto, o associata ad altri sintomi (dolore, rossore, aloni), giustifica una visita oculistica per determinarne la causa.
Si può cambiare il colore dei propri occhi?
Il colore dell’iride è determinato geneticamente e non si modifica in modo naturale in età adulta. I procedimenti proposti per modificare il colore degli occhi — impianti colorati, alcuni laser depigmentanti — comportano rischi oculistici seri e non sono approvati in Europa. In caso di dubbi sullo stato della vostra iride, il riferimento resta una visita oculistica.
Perché il colore degli occhi sembra cambiare a seconda dell’illuminazione?
La tonalità percepita dipende in parte dalla dimensione della pupilla e dalla luce ambientale. Con luce intensa la pupilla si contrae e lascia vedere una porzione maggiore di stroma, il che può accentuare o attenuare certe tonalità. Con luce scarsa la pupilla si dilata e copre una superficie maggiore dell’iride, modificando l’impressione visiva. La pigmentazione dell’iride resta invariata: è l’ambiente luminoso a cambiare.
Fonti
- Société Française d’Ophtalmologie (SFO) — Anatomia e fisiologia dell’iride, pigmentazione e patologie del segmento anteriore.
- Collège des Ophtalmologistes Universitaires de France (COUF) — Anatomia dell’occhio, iride e uveiti anteriori.
- Inserm — Genetica della pigmentazione, melanina e determinanti del colore degli occhi: ruolo dei geni OCA2 e HERC2.
- Haute Autorité de Santé (HAS) — Raccomandazioni relative alla presa in carico oculistica e allo screening delle patologie del segmento anteriore.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consultazione medica. Solo una visita oculistica permette di valutare lo stato della vostra iride, di misurare la pressione oculare e di stabilire una diagnosi personalizzata.
Una domanda sui vostri occhi o sulla vostra vista?
Il Dr Moïse Tourabaly, Già Chef de Clinique dei Quinze-Vingts, esegue una valutazione completa della vostra vista e vi consiglia sullo stato dei vostri occhi e sulle soluzioni adatte alla vostra situazione.
Redatto e revisionato dal Dr Moïse Tourabaly, chirurgo oftalmologo refrattivo — già Chef de Clinique (CHNO des Quinze-Vingts).
Ultimo aggiornamento: 3 September 2026