Aloni e abbagliamento notturni dopo una chirurgia refrattiva

Aloni luminosi attorno ai fari di notte, a illustrare i disturbi della visione notturna

Vedere aloni attorno ai fari o essere abbagliati dalle luci di notte fa parte degli effetti visivi che a volte si avvertono dopo una chirurgia refrattiva. Questi fenomeni, spesso transitori, possono sorprendere nelle prime settimane, in particolare al volante di sera. Capire perché compaiono, come evolvono e quando consultare permette di affrontare questo periodo con maggiore serenità.

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Risposta diretta: un fenomeno spesso transitorio

Da ricordare. Gli aloni e l’abbagliamento notturni corrispondono alla percezione di cerchi luminosi o di diffusione della luce attorno alle sorgenti intense, soprattutto al buio, quando la pupilla si dilata. Dopo una chirurgia refrattiva si spiegano con le modificazioni ottiche della cornea o con il rapporto tra la zona trattata e il diametro della pupilla. Nella maggior parte dei casi sono più marcati nelle prime settimane, poi si attenuano man mano che l’occhio cicatrizza e il cervello si adatta. Alcuni fattori, come una pupilla ampia o una correzione elevata, possono accentuarli. Una comparsa tardiva o un peggioramento devono portare a consultare.

Aloni, abbagliamento, starburst: di che cosa si parla?

Questi termini descrivono percezioni vicine ma distinte, raggruppate sotto il nome di fenomeni luminosi notturni (o disfotopsie). Distinguerli aiuta a descrivere meglio il proprio disturbo durante i controlli:

  • Gli aloni: cerchi o anelli luminosi che circondano una sorgente di luce, tipicamente i fari o i lampioni.
  • L’abbagliamento (glare): una sensazione di fastidio di fronte a una luce intensa, che può ridurre momentaneamente il comfort visivo.
  • Gli starburst: raggi luminosi che sembrano partire da un punto di luce, come da una stella.

Tutti e tre sono più visibili al buio, quando la pupilla è dilatata, e possono riguardare tanto la chirurgia refrattiva quanto la chirurgia della cataratta. Descriverli con precisione al Suo oculista lo aiuta a valutarne l’origine e l’evoluzione.

Perché compaiono questi aloni?

Di notte la pupilla si dilata per lasciar entrare più luce. Può allora «sconfinare» oltre la zona ottica trattata dal laser o oltre l’ottica di un impianto, in corrispondenza della giunzione tra la parte corretta e il resto. La luce che passa da questa zona di transizione si disperde e crea la sensazione di alone o di abbagliamento. Anche le aberrazioni ottiche di alto ordine, che misurano le imperfezioni fini del percorso della luce nell’occhio, hanno un ruolo. Più la pupilla è ampia e la correzione importante, più questi effetti possono manifestarsi all’inizio.

Come evolvono nel tempo?

Abbagliamento e aloni luminosi percepiti di notte

Nella maggior parte dei casi gli aloni sono più presenti nelle prime settimane, poi diminuiscono progressivamente. Due meccanismi vi contribuiscono: la cicatrizzazione dell’occhio, che regolarizza l’ottica, e il neuroadattamento, il processo con cui il cervello impara a filtrare questi segnali parassiti. Con il passare dei mesi il disturbo notturno diventa il più delle volte discreto e non impedisce le attività abituali. Una minoranza di persone conserva una sensibilità più duratura, che si discute durante i controlli.

Questi sintomi dipendono dalla tecnica?

Tutte le tecniche di correzione possono accompagnarsi a fenomeni luminosi all’inizio, ma la loro intensità dipende soprattutto da parametri propri di ciascun occhio: il diametro della pupilla di notte, l’entità della correzione e la dimensione della zona ottica trattata. Il LASIK, la PRK e la SMILE modificano la curvatura della cornea; i profili di trattamento attuali e le zone ottiche ampliate mirano a ridurre questi effetti rispetto alle vecchie generazioni di laser.

Con un impianto fachico (ICL) o con un cristallino artificiale per la cataratta si possono percepire aloni anche in relazione all’ottica dell’impianto. In tutti i casi, l’analisi preoperatoria della pupilla e della correzione permette di anticipare il rischio e di adattare la scelta della tecnica al Suo occhio.

Come limitare il disturbo nella vita quotidiana?

  • La pazienza: lasciare il tempo all’occhio di cicatrizzare e al cervello di adattarsi durante le prime settimane.
  • La prudenza al volante di notte: adattare la propria guida finché la visione notturna non è stabilizzata, soprattutto all’inizio.
  • I controlli: segnalare il disturbo al Suo oculista, che verifica la cicatrizzazione e propone soluzioni se necessario.
  • La prevenzione: la valutazione preoperatoria misura la pupilla e la correzione, parametri di cui si tiene conto per ridurre il rischio di aloni.

La valutazione della dimensione della pupilla fa parte degli elementi analizzati durante la valutazione preoperatoria, proprio per anticipare questo tipo di sintomi e scegliere parametri adatti al Suo occhio.

FAQ

Domande frequenti

Gli aloni dopo una chirurgia refrattiva scompaiono?

Il più delle volte si attenuano nettamente con il passare delle settimane e dei mesi, grazie alla cicatrizzazione e all’adattamento del cervello. Un disturbo più duraturo è meno frequente e si discute durante i controlli con il Suo oculista.

Posso guidare di notte dopo l’intervento?

La ripresa della guida notturna dipende dal recupero di ciascuno. Finché la visione notturna non è stabilizzata, è prudente adattare o limitare la guida serale. Il Suo oculista La guida in base alla Sua evoluzione.

Perché ho più aloni di altre persone?

Entrano in gioco diversi fattori, in particolare la dimensione della Sua pupilla di notte e l’entità della correzione. È per questo che questi parametri vengono misurati prima dell’intervento, per adattare il trattamento.

Quando devo preoccuparmi?

Una comparsa tardiva di aloni, un peggioramento, un calo della vista o un dolore non sono attesi e giustificano una visita rapida dal Suo oculista.

Gli aloni sono pericolosi per gli occhi?

No, di per sé gli aloni non danneggiano l’occhio: sono fenomeni ottici legati al modo in cui la luce viene percepita. Disturbano soprattutto la visione notturna all’inizio. Ciò che deve mettere in allarme è un dolore, un rossore o un calo della vista associati, che giustificano una visita.

Delle lenti o un trattamento possono aiutare?

In alcuni casi il Suo oculista può proporre misure per migliorare il comfort notturno, come lenti adatte o, più raramente, alcuni colliri. Queste opzioni si discutono caso per caso durante i controlli, una volta valutata la cicatrizzazione.

La valutazione preoperatoria può prevedere gli aloni?

Non li prevede con certezza, ma individua i fattori di rischio, in particolare una pupilla ampia di notte e una correzione elevata. Queste misure permettono di adattare i parametri del trattamento per limitare il rischio di aloni.

Fonti scientifiche

  1. Lim DH, Lyu IJ, Choi SH, Chung ES, Chung TY. Risk factors associated with night vision disturbances after phakic intraocular lens implantation. Am J Ophthalmol. 2014;157(1):135-141.e1. PMID 24182745.
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  1. Liu T, Lu G, Chen K, Kan Q. Visual and optical quality outcomes of SMILE and FS-LASIK for myopia in the very early phase after surgery. BMC Ophthalmol. 2019;19(1):88. PMID 30961593.

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In breve

Gli aloni e l’abbagliamento notturni sono effetti visivi frequenti e il più delle volte transitori dopo una chirurgia refrattiva: si spiegano con le modificazioni ottiche dell’occhio e con la dilatazione della pupilla di notte, e si attenuano man mano che la cornea cicatrizza e il cervello si adatta.

La valutazione preoperatoria, misurando la pupilla e la correzione, aiuta ad anticipare questo rischio. L’accortezza da ricordare: restare prudenti al volante la sera nelle prime settimane, e consultare senza attendere se gli aloni compaiono tardivamente o peggiorano. La chirurgia refrattiva con laser viene eseguita presso la Clinique Laser Victor Hugo, dopo una valutazione completa nello studio di Cachan.

Questo articolo ha una finalità informativa e didattica. Non sostituisce una visita medica. Qualsiasi sintomo visivo persistente o insolito dopo una chirurgia refrattiva deve essere valutato dal Suo oculista. Fonti: articoli indicizzati su PubMed; raccomandazioni della Société Française d’Ophtalmologie (SFO).

Redatto e revisionato dal Dr Moïse Tourabaly, chirurgo oftalmologo refrattivo — già Chef de Clinique (CHNO des Quinze-Vingts).

Ultimo aggiornamento: 1 January 1970

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