Igiene delle lenti a contatto: gli errori più frequenti
Quasi il 99 % dei portatori di lenti a contatto adotta almeno un comportamento igienico a rischio, principale causa evitabile delle infezioni della cornea. Mettere le lenti a contatto con l’acqua, maneggiarle con le mani mal lavate, trascurare il portalenti o superare la durata d’uso sono gesti banali del quotidiano che, ripetuti, indeboliscono la superficie dell’occhio e aprono la strada ai microrganismi. La buona notizia è che questi errori sono semplici da correggere. Conoscerli, capire perché sono pericolosi e adottare qualche automatismo basta a portare le lenti a lungo, preservando gli occhi.
L’ESSENZIALE
Fonti: Cope 2015; Stapleton 2012 (vedere i riferimenti in fondo alla pagina).
Perché l’igiene delle lenti a contatto conta così tanto
Una lente a contatto è un dispositivo medico appoggiato ogni giorno direttamente sulla cornea: la sua pulizia condiziona la salute dell’occhio. La cornea, la finestra trasparente situata davanti all’occhio, è protetta da un sottile strato di cellule e dal film lacrimale che la pulisce di continuo. Una lente mal tenuta introduce microrganismi a contatto con questa superficie e può indebolirla, il che facilita l’insediarsi di un’infezione Stapleton 2012.
Il problema è che gli errori di igiene sono estremamente diffusi e spesso considerati banali. Un’ampia indagine condotta su portatori adulti ha mostrato che quasi il 99 % di loro adottava almeno un comportamento igienico a rischio, e che quasi un portatore su tre aveva già avuto un occhio rosso o dolente che aveva richiesto una visita Cope 2015. Questi gesti a rischio non sono dunque l’eccezione: sono la regola.
Queste abitudini non riguardano solo gli adulti. Un’indagine complementare ha ritrovato almeno un comportamento a rischio nell’85 % degli adolescenti, nell’81 % dei giovani adulti e nell’88 % degli adulti più grandi che portano lenti a contatto Cope 2017. In altre parole, a qualunque età, la stragrande maggioranza dei portatori avrebbe da rivedere uno o più dei propri gesti quotidiani. È proprio questo l’oggetto dell’articolo.
ERRORE N°1
Il contatto con l’acqua: l’errore più pericoloso
Mettere le lenti a contatto con l’acqua — del rubinetto, della doccia, della piscina o del mare — è l’errore che ha le conseguenze più pesanti. Contrariamente a un’idea diffusa, l’acqua del rubinetto non è sterile. Può contenere un parassita microscopico responsabile di un’infezione della cornea rara ma particolarmente grave e difficile da trattare, la cheratite da Acanthamoeba. Le lenti, intrappolando questo parassita contro l’occhio, aumentano nettamente il rischio Cope 2016.
In concreto, diverse situazioni vanno evitate con le lenti negli occhi o durante la loro manutenzione:
- fare la doccia o lavarsi il viso senza aver tolto le lenti;
- nuotare in piscina, al mare o in un lago con le lenti, senza occhialini da nuoto a tenuta stagna;
- risciacquare le lenti o il portalenti con l’acqua del rubinetto invece che con la soluzione per la manutenzione;
- inumidire una lente con la saliva o con l’acqua in caso di secchezza.
La regola è semplice e senza eccezioni: nessun contatto fra le lenti e l’acqua. Per il bagno l’ideale è togliere le lenti o portare occhialini da nuoto a tenuta stagna, o ancora lenti giornaliere da buttare subito dopo. Questo tema, essenziale, è approfondito nel nostro articolo dedicato alla cheratite da Acanthamoeba legata all’acqua.

ERRORE N°2
Mani mal lavate prima della manipolazione
Maneggiare le lenti senza essersi lavati e asciugati le mani trasferisce direttamente microrganismi sulla superficie dell’occhio. Le mani sono in contatto permanente con superfici contaminate, e le dita servono a mettere e poi togliere la lente vicinissimo alla cornea. Un lavaggio accurato prima di ogni manipolazione è quindi uno dei gesti di base più efficaci, e tuttavia uno dei più spesso trascurati Cope 2015.

Il gesto giusto richiede pochi secondi, in quest’ordine:
- lavarsi le mani con il sapone, insistendo sui polpastrelli;
- asciugarle con un asciugamano pulito che non lasci pelucchi, non all’aria;
- mettere la lente prima di truccarsi, toglierla prima di struccarsi;
- evitare qualsiasi risciacquo delle mani o della lente con l’acqua subito dopo il lavaggio.
L’asciugatura conta quanto il lavaggio: mani umide riportano l’acqua, e quindi i microrganismi che può contenere, a contatto con la lente. Un asciugamano pulito, cambiato regolarmente, completa utilmente questo gesto semplice ma decisivo.
ERRORE N°3
Un portalenti trascurato, pulito di rado, mai sostituito
Il portalenti è il principale serbatoio di microrganismi, e la sua manutenzione è uno dei fattori di rischio meglio dimostrati. Uno studio caso-controllo di riferimento ha mostrato che l’uso quotidiano di lenti a contatto con un portalenti mal tenuto moltiplica per 6,4 il rischio di cheratite microbica da moderata a grave, e che un portalenti sostituito troppo di rado lo moltiplica per 5,4 Stapleton 2012. Il portalenti, spesso dimenticato, merita quindi la stessa attenzione delle lenti.
Un portalenti lasciato umido, mai asciugato e tenuto per mesi favorisce la formazione di un biofilm, una pellicola in cui i microrganismi si insediano e resistono alle soluzioni. Gli automatismi giusti per evitarlo sono semplici:
- svuotare il portalenti dopo ogni uso e risciacquarlo con la soluzione per la manutenzione, mai con l’acqua;
- lasciarlo asciugare all’aria, capovolto, su una superficie pulita;
- non rabboccare mai la vecchia soluzione, ma sostituirla completamente;
- sostituire il portalenti ogni tre mesi, o non appena è rovinato o sporco.
La sostituzione regolare del portalenti fa del resto parte dei messaggi di prevenzione ufficiali rivolti ai portatori, allo stesso titolo del tenere lontana l’acqua e del rinnovare la soluzione ogni giorno Cope 2015. Un portalenti nuovo, pulito e asciutto è una barriera semplice ed economica contro l’infezione.
ERRORE N°4
Soluzione rabboccata, durata d’uso superata
Riutilizzare o rabboccare la soluzione per la manutenzione, e superare la durata d’uso delle lenti, sono due errori frequenti che si sommano ai precedenti. La soluzione per la manutenzione perde il suo potere disinfettante una volta usata: rabboccarla invece di rinnovarla equivale a lasciare le lenti in ammollo in un liquido già contaminato. Il tipo e l’uso della soluzione figurano del resto fra i fattori di rischio individuati, con un rischio di cheratite moltiplicato per 7,2 a seconda delle pratiche Stapleton 2012.

La durata d’uso è l’altra trappola classica. Una lente mensile tenuta due mesi, una giornaliera portata per più giorni o un paio conservato ben oltre la sua scadenza: sono tutte situazioni in cui il materiale si degrada, trattiene i depositi e diventa meno permeabile all’ossigeno. I principi da tenere a mente sono chiari:
- rinnovare completamente la soluzione del portalenti a ogni uso, senza mai rabboccarla;
- usare soltanto la soluzione prescritta, adatta al tipo di lenti, mai acqua né soluzioni improvvisate;
- rispettare la durata d’uso (giornaliera, quindicinale, mensile) senza prolungarla;
- non riutilizzare mai una lente giornaliera: si butta la sera stessa.
A questi errori si aggiunge infine il fatto di dormire con le lenti, che aumenta ulteriormente il rischio di infezione. L’uso notturno occasionale moltiplica per 6,5 il rischio di cheratite da moderata a grave Stapleton 2012. Questo punto, importante, è trattato in dettaglio nel nostro articolo sui pericoli di dormire con le lenti a contatto.
SEGNI DI ALLARME
I segni che devono mettere in allarme
Alcuni segni impongono di togliere immediatamente le lenti e di consultare, perché possono annunciare un’infezione della cornea. Un errore di igiene non si traduce sempre in un problema, ma quando l’occhio reagisce bisogna saperlo ascoltare. Un arrossamento che si installa, un dolore che aumenta, un fastidio marcato alla luce o una vista che diventa offuscata non vanno mai trascurati.
Tolga le lenti e consulti senza aspettare in caso di:
- occhio rosso che non migliora dopo aver tolto la lente;
- dolore oculare, sensazione di corpo estraneo o fastidio intenso alla luce;
- calo della vista, vista offuscata o lacrimazione importante;
- secrezioni o macchia biancastra visibile sulla cornea.
Davanti a questi segni non rimetta la lente e non aspetti che passi. Un’infezione della cornea presa in carico presto evolve in genere meglio di un’infezione trascurata. Contatti il suo oftalmologo o si rechi a un servizio di pronto soccorso oftalmico, segnalando sempre che porta lenti a contatto: questa informazione orienta subito l’esame Cope 2016.
PREVENZIONE
I gesti giusti nel quotidiano
Una buona igiene delle lenti a contatto si regge su poche abitudini semplici, applicate con costanza. Nessuna è complicata, e il loro effetto combinato riduce nettamente il rischio di infezione. Ecco la routine da adottare ogni giorno:
- lavarsi e asciugarsi le mani prima di ogni manipolazione;
- tenere le lenti lontane dall’acqua: doccia, piscina, mare, rubinetto;
- rinnovare completamente la soluzione del portalenti a ogni uso;
- risciacquare il portalenti con la soluzione, farlo asciugare all’aria e sostituirlo ogni tre mesi;
- rispettare la durata d’uso e di sostituzione prescritta;
- togliere le lenti prima di dormire, sonnellini compresi.
Controlli oftalmologici regolari completano questi gesti: permettono di verificare la buona tolleranza alle lenti e di individuare eventuali segni prima che diventino un problema. Le lenti a contatto restano una soluzione comoda e adatta a molti stili di vita, a condizione di rispettare queste regole di base. In caso di dubbio su un gesto o su un sintomo, il parere di un professionista vale sempre più delle abitudini prese nel tempo Cope 2015.
DOMANDE FREQUENTI
Domande frequenti
Si possono risciacquare le lenti con l’acqua del rubinetto?
No. L’acqua del rubinetto non è sterile e può contenere un parassita responsabile di un’infezione della cornea rara ma grave. Le lenti e il portalenti devono essere risciacquati soltanto con la soluzione per la manutenzione prescritta, mai con l’acqua. È una delle regole di igiene più importanti, valida tanto per le lenti quanto per il loro portalenti.
Ogni quanto bisogna cambiare il portalenti?
Si raccomanda di sostituire il portalenti all’incirca ogni tre mesi, e prima se è rovinato o sporco. Un portalenti sostituito troppo di rado è fra i fattori che aumentano il rischio di infezione della cornea. Fra un cambio e l’altro lo svuoti dopo ogni uso, lo risciacqui con la soluzione per la manutenzione e lo lasci asciugare all’aria, capovolto.
Si possono tenere le lenti sotto la doccia?
È preferibile togliere le lenti prima della doccia. L’acqua, anche quella della doccia, può mettere le lenti a contatto con microrganismi e aumentare il rischio di infezione. Se non può toglierle, tenga gli occhi chiusi sotto il getto ed eviti qualsiasi contatto prolungato con l’acqua. La regola generale resta tenere le lenti lontane dall’acqua.
Bisogna davvero lavarsi le mani ogni volta?
Sì, prima di ogni applicazione e di ogni rimozione. Le dita appoggiano la lente vicinissimo alla cornea: mani mal lavate trasferiscono direttamente microrganismi sull’occhio. Si lavi le mani con il sapone, poi le asciughi con un asciugamano pulito che non lasci pelucchi. L’asciugatura è importante quanto il lavaggio, perché mani umide riportano acqua a contatto con la lente.
Si può rabboccare la soluzione del portalenti invece di cambiarla?
No. La soluzione per la manutenzione perde il suo potere disinfettante una volta usata. Rabboccarla equivale a lasciare le lenti in ammollo in un liquido già contaminato. Bisogna svuotare completamente il portalenti dopo ogni uso e riempirlo di soluzione fresca. Usi soltanto la soluzione prescritta, adatta al suo tipo di lenti, e mai acqua né prodotti improvvisati.
Che cosa succede se si supera la durata d’uso delle lenti?
Una lente portata oltre la durata prevista si degrada, trattiene i depositi e lascia passare meno ossigeno, il che indebolisce la cornea e aumenta il rischio di infezione o di intolleranza. Rispetti la durata indicata per le sue lenti (giornaliera, quindicinale, mensile) senza prolungarla, e non riutilizzi mai una lente giornaliera. In caso di fastidio le tolga e chieda consiglio.
Quali segni devono spingermi a consultare?
Un occhio rosso che persiste, un dolore, una sensazione di corpo estraneo, un fastidio alla luce, una lacrimazione, delle secrezioni o un calo della vista impongono di togliere la lente e di consultare rapidamente. Una macchia biancastra sulla cornea è particolarmente preoccupante. Segnali sempre al medico che porta lenti a contatto, perché questa informazione orienta l’esame e la presa in carico.
Fonti scientifiche
- Cope JR, Collier SA, Rao MM, et al. Contact Lens Wearer Demographics and Risk Behaviors for Contact Lens-Related Eye Infections – United States, 2014. MMWR Morb Mortal Wkly Rep. 2015;64(32):865-870. PMID 26292204
- Stapleton F, Edwards K, Keay L, et al. Risk factors for moderate and severe microbial keratitis in daily wear contact lens users. Ophthalmology. 2012;119(8):1516-1521. PMID 22521083
- Cope JR, Collier SA, Nethercut H, et al. Risk Behaviors for Contact Lens-Related Eye Infections Among Adults and Adolescents – United States, 2016. MMWR Morb Mortal Wkly Rep. 2017;66(32):841-845. PMID 28817556
- Cope JR, Collier SA, Srinivasan K, et al. Contact Lens-Related Corneal Infections – United States, 2005-2015. MMWR Morb Mortal Wkly Rep. 2016;65(32):817-820. PMID 27538244
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Avvertenza medica
Questo articolo ha una finalità di informazione generale e non sostituisce una visita medica. L’uso di lenti a contatto deve essere oggetto di prescrizione e di controlli da parte di un professionista sanitario. In caso di occhio rosso, dolente, di calo della vista o di fastidio persistente durante l’uso delle lenti, tolga le lenti e consulti rapidamente un oftalmologo o un servizio di pronto soccorso oftalmico.
Redatto e revisionato dal Dr Moïse Tourabaly, chirurgo oftalmologo refrattivo — già Chef de Clinique (CHNO des Quinze-Vingts).
Ultimo aggiornamento: 25 September 2026


