Cataratta e aloni notturni: che cosa cambia l’impianto EDOF
Gli aloni luminosi di notte e il disturbo della visione notturna sono tra le preoccupazioni maggiori dopo l’intervento di cataratta. A lungo associati agli impianti multifocali diffrattivi classici, oggi possono essere limitati dagli impianti EDOF (Extended Depth of Focus), una nuova generazione di ottiche che amplia la profondità di campo senza provocare gli stessi artefatti notturni.
Basculez d’un implant à l’autre. Les scènes nettes correspondent aux distances vues sans lunettes ; les scènes floues à un appoint lunettes souvent utile.
Multifocal : des halos peuvent être perçus la nuit en vision de loin ; la lecture de près est plus confortable avec un bon éclairage.
Le choix de l’implant dépend de votre œil et de votre mode de vie ; il se décide avec le chirurgien.
CAPIRE
Capire gli aloni notturni dopo la cataratta
Gli aloni luminosi sono un esempio di disfotopsia positiva: la percezione di anelli concentrici attorno alle sorgenti luminose intense (fari delle auto, insegne luminose, lampioni). La loro origine è ottica: il cristallino artificiale diffrange la luce in più fuochi per restituire una visione a diverse distanze. Questa distribuzione dell’energia luminosa può generare artefatti, particolarmente visibili di notte, quando la pupilla è dilatata.
Secondo Corbett et al. (Eye, 2024), gli impianti EDOF non diffrattivi provocano nettamente meno aloni e abbagliamento di notte rispetto agli impianti multifocali della generazione precedente, in una larga maggioranza di pazienti, offrendo al tempo stesso un intervallo esteso di visione nitida. In concreto significa una guida notturna più confortevole: i riflessi attorno ai fari e alle insegne luminose sono attenuati, e la lettura del navigatore o del cruscotto resta gradevole. La percezione resta comunque variabile a seconda del profilo pupillare e delle abitudini visive.
L’intensità dell’alone luminoso dopo un intervento di cataratta dipende soprattutto dal tipo di impianto scelto. Il fenomeno è legato principalmente agli impianti multifocali, in particolare trifocali, la cui ottica distribuisce la luce su più fuochi; i modelli di ultima generazione lo hanno nettamente attenuato. Con un impianto EDOF gli aloni sono molto più discreti, e sono quasi assenti con un impianto monofocale, che non divide la luce — al prezzo, però, di una correzione limitata a una sola distanza. In una persona affetta da cataratta, il cristallino opacizzato diffonde la luce e accentua sia la sensibilità alla luce sia gli aloni percepiti attorno alle sorgenti luminose. La sua sostituzione con una lente artificiale trasparente ristabilisce il più delle volte le normali attività quotidiane e riduce l’uso degli occhiali.
CHI È INTERESSATO
Chi è interessato da questi aloni?
Gli aloni notturni riguardano in via prioritaria alcune situazioni:
- Chi guida di notte (professionisti, lunghi tragitti)
- Professioni notturne o con orari sfalsati
- Artisti, fotografi, chi lavora allo schermo con poca luce
- Pazienti con ottiche multifocali diffrattive di vecchia generazione
- Pazienti con pupille larghe in condizioni scotopiche (> 5 mm con scarsa luminosità)
Un questionario preoperatorio sulle abitudini visive e un esame della dinamica pupillare permettono di individuare i profili più a rischio e di orientare di conseguenza la scelta dell’impianto.
SOLUZIONI
Le soluzioni: l’impianto EDOF
Gli impianti EDOF (Extended Depth of Focus) estendono la profondità di campo anziché creare più fuochi distinti. Esistono due grandi tecnologie:
- Vivity (Alcon): EDOF non diffrattivo con tecnologia wavefront-shaping. Il suo profilo ottico modificato estende la profondità di campo limitando fortemente gli aloni notturni, che restano vicini a quelli di un impianto monofocale. Visione continua da lontano all’intermedio, con occhiali spesso utili per la lettura fine.
- Pure See (Johnson & Johnson, gamma TECNIS PureSee™): EDOF rifrattivo di ultima generazione. Offre un intervallo di visione esteso da lontano all’intermedio, con un profilo di aloni molto vicino a quello di un impianto monofocale standard: un vantaggio per chi guida di notte e per chi lavora allo schermo.
- EDOF diffrattivi precedenti (Symfony, TECNIS Eyhance): miglioramento della visione intermedia con un profilo diffrattivo ottimizzato per limitare gli aloni rispetto ai trifocali classici.
Uno studio pubblicato da Georgiev et al. (JCRS, 2020) su pazienti passati a un impianto EDOF torico bilaterale ha mostrato una netta diminuzione degli aloni e dell’abbagliamento fastidiosi, un’elevata soddisfazione dei pazienti e un ricorso agli occhiali più occasionale per le distanze lontana e intermedia. Resta importante ricordare che l’EDOF non sostituisce del tutto la lettura fine: i pazienti molto esigenti sulla lettura dei caratteri piccoli possono avere bisogno degli occhiali per i caratteri piccoli.
Per saperne di più sulle tecniche e sugli impianti disponibili, consulti la pagina chirurgia della cataratta o il dettaglio degli impianti premium.
PERCORSO
Il percorso di presa in carico
Il Dr Tourabaly riceve negli studi di Cachan (94) e di Parigi 13; la valutazione preoperatoria della cataratta si svolge a Cachan, dove si trovano la topografia corneale e la biometria. La valutazione comprende una biometria ottica (IOL Master), una topografia corneale, un OCT maculare e un esame della dinamica pupillare. Questi esami condizionano la scelta tra un impianto monofocale, un EDOF o un multifocale.
La chirurgia viene eseguita presso la Clinique Sainte-Geneviève (Parigi 14), su un plateau tecnico dedicato. I due occhi vengono operati a 1-4 settimane di distanza, a seconda della stabilità visiva. Per prenotare un appuntamento, chiami lo studio al +33 1 45 47 08 11 oppure prenoti su Doctolib.
Il parere del Dr Tourabaly
«Un impianto EDOF non è indicato per tutti i pazienti. In chi guida molto di notte preferisco in genere proporre un EDOF non diffrattivo piuttosto che un multifocale. Al contrario, per chi cerca soprattutto la completa indipendenza dagli occhiali e tollera bene gli aloni, il trifocale resta un’opzione adeguata. Il tempo dedicato a questa discussione prima dell’intervento cambia molto il risultato percepito.»
FAQ
Domande frequenti
Discutere la scelta dell’impianto con il Dr Tourabaly
Fonti
- Corbett D, Black D, Roberts TV, et al. Quality of vision clinical outcomes for a new fully-refractive extended depth of focus intraocular lens. Eye (Lond). 2024;38(10):1815-1820. PMID 38580741
- Georgiev S, Palkovits S, Hirnschall N, et al. Visual performance after bilateral toric extended depth-of-focus IOL exchange. J Cataract Refract Surg. 2020;46(12):1624-1629. PMID 33060471
Questo articolo ha finalità informativa. Un parere oftalmologico personalizzato resta indispensabile per qualsiasi decisione terapeutica.
Redatto e revisionato dal Dr Moïse Tourabaly, chirurgo oftalmologo refrattivo — già Chef de Clinique (CHNO des Quinze-Vingts).
Ultimo aggiornamento: 1 January 1970