Cataratta e impianto multifocale: liberarsi dagli occhiali dopo i 60 anni

Liberarsi dagli occhiali dopo una chirurgia della cataratta è oggi un obiettivo raggiungibile per molti pazienti di oltre 60 anni. I cristallini artificiali multifocali trifocali restituiscono la visione a tre distanze — lontano, intermedia, vicino — e sono un’opzione valida, a condizione di una selezione rigorosa.

Cataratta: provate le tre famiglie di lenti intraoculari

Passate da una lente all’altra. Le scene nitide corrispondono alle distanze viste senza occhiali; le scene sfocate a quelle in cui un supporto di occhiali è spesso utile.

Visione nitida o sfocata secondo la lente e la distanza Tre scene affiancate che rappresentano la visione da vicino (un menù), intermedia (uno schermo) e da lontano (un cartello stradale). Secondo la lente scelta, ogni scena appare nitida o sfocata. Monofocale: nitido solo da lontano. EDOF: nitido da lontano e in visione intermedia. Multifocale: nitido alle tre distanze, con possibili aloni di notte e lettura da vicino più confortevole con una buona illuminazione. Menù Vellutata di stagione Filetto di branzino al beurre blanc Sfoglia sottile alle mele 12249 Vicino lettura, ~30 cm nitido senza occhiali occhiali utili Intermedia schermo, ~60 cm nitido senza occhiali occhiali utili VIA DELLA CHIESA Lontano guida, cartelli nitido senza occhiali occhiali utili Schema didattico. Il risultato reale dipende da ciascun occhio.

Multifocale: di notte si possono percepire aloni nella visione da lontano; la lettura da vicino è più confortevole con una buona illuminazione.

La scelta della lente dipende dal vostro occhio e dal vostro stile di vita; si decide con il chirurgo.

Nitido senza occhiali Occhiali di supporto spesso utili

CAPIRE

Capire gli impianti multifocali

Un impianto multifocale trifocale è una lente intraoculare dotata di un profilo diffrattivo che divide la luce in ingresso in tre fuochi: lontano, intermedio (attorno ai 60-80 cm) e vicino (40 cm). Il cervello impara a selezionare il fuoco utile a ciascuna distanza, fenomeno chiamato neuroadattamento, che si stabilisce in 3-6 mesi.

Secondo Rampat e Gatinel (Ophthalmology, 2021), gli impianti multifocali ed EDOF offrono benefici dimostrati in termini di indipendenza dagli occhiali, con però contropartite ottiche (aloni, abbagliamento notturno) da anticipare con il paziente. I modelli di riferimento comprendono PanOptix (Alcon), FineVision (BVI/PhysIOL), Synergy (J&J Vision).

CHI PUÒ CONSIDERARLO

Chi può prendere in considerazione un impianto multifocale?

L’impianto multifocale viene proposto ai pazienti di oltre 60 anni operati di cataratta che desiderano fare a meno degli occhiali per la maggior parte delle attività quotidiane. Diversi criteri ne condizionano l’indicazione:

  • Motivazione: indipendenza dagli occhiali come priorità, accettazione di aloni notturni moderati
  • Profilo visivo: vita attiva allo schermo + lettura, attività miste lontano-vicino
  • Astigmatismo: se > 0,75 D, preferire un multifocale torico
  • Guida notturna: da discutere, possibile limitazione con il trifocale

Controindicazioni: DMLE in evoluzione, glaucoma avanzato, retinopatia diabetica significativa, patologia maculare, cornea irregolare (cheratocono, cicatrici). Cho et al. (JAMA Ophthalmol, 2022) sottolineano l’importanza della selezione preoperatoria: la qualità ottica della visione dipende dall’integrità della retina e della cornea. Un esame maculare con OCT è sistematico prima di qualsiasi decisione di impianto multifocale.

CONFRONTO

Multifocale, EDOF o monofocale?

Per la cataratta esistono tre grandi famiglie di impianti:

  • Monofocale: vista nitida a una sola distanza (in genere da lontano). Occhiali necessari per la lettura. Opzione interamente rimborsata, consolidata, con un neuroadattamento semplice.
  • EDOF (Extended Depth of Focus, profondità di fuoco estesa): profondità di campo estesa dal lontano all’intermedio. Meno aloni di un trifocale, occhiali spesso conservati per la lettura fine.
  • Multifocale trifocale: tre distanze ripristinate, maggiore indipendenza dagli occhiali, aloni notturni più marcati, neuroadattamento di 3-6 mesi.

La scelta deve essere individualizzata. Un paziente che legge molto e ha poca attività notturna può essere un buon candidato al trifocale; chi guida di notte o lavora allo schermo preferirà spesso un EDOF. La chirurgia della cataratta è l’occasione per discutere tutte queste opzioni, illustrate anche nella pagina dedicata agli impianti multifocali.

PERCORSO

Il percorso di presa in carico

La valutazione preoperatoria per un impianto multifocale comprende: biometria ottica, topografia corneale, OCT maculare sistematico, valutazione pupillare, ricerca di secchezza oculare. Viene compilato un questionario sullo stile di vita per guidare la scelta dell’impianto.

Il Dr Tourabaly riceve nello studio di Cachan (94) e a Parigi 13. L’intervento viene eseguito presso la Clinique Sainte-Geneviève (Parigi 14), con controlli a due giorni dall’intervento (G+2), a un mese e poi a un anno. Per prenotare un appuntamento: studio al numero +33 1 45 47 08 11 oppure su Doctolib.

Il parere del Dr Tourabaly

«Il multifocale trifocale trasforma davvero la quotidianità dei candidati giusti. Ma con altrettanta regolarità nego questa opzione a pazienti che non tollererebbero gli aloni notturni, o la cui retina non permette di ottimizzare l’ottica. Preferisco proporre un monofocale o un EDOF piuttosto che un multifocale di cui ci si pentirà. Questa onestà preoperatoria evita le delusioni.»

FAQ

Domande frequenti

Un impianto multifocale trifocale è una lente intraoculare che divide la luce in tre fuochi (lontano, intermedio, vicino). Permette di ripristinare una vista nitida a tutte le distanze, con indipendenza dagli occhiali per la maggior parte delle attività quotidiane.

La maggior parte dei pazienti percepisce aloni luminosi notturni moderati nei primi mesi, che si attenuano progressivamente per neuroadattamento. Alcuni pazienti li trovano fastidiosi a lungo termine. Un questionario preoperatorio e un esame pupillare aiutano a individuare i profili a rischio.

Sì. Gli impianti multifocali torici permettono di correggere contemporaneamente la cataratta, la presbiopia e l’astigmatismo corneale. La loro fabbricazione su misura e il loro allineamento preciso durante l’intervento ottimizzano il risultato sul cilindro e l’indipendenza dagli occhiali.

Le principali controindicazioni sono la DMLE in evoluzione, il glaucoma avanzato, la retinopatia diabetica significativa, la patologia maculare attiva, le cornee irregolari (cheratocono, cicatrici), la secchezza oculare grave non compensata e alcune marcate disfunzioni pupillari.

L’intervento chirurgico è rimborsato dalla Sécurité sociale (il sistema sanitario pubblico francese) a titolo di cataratta. L’impianto multifocale (trifocale o trifocale torico) comporta un supplemento tariffario dell’ordine di 800-1 500 € per occhio, coperto in parte da alcune assicurazioni sanitarie integrative con forfait per impianto premium.

Fonti

  1. Rampat R, Gatinel D. Multifocal and Extended Depth-of-Focus Intraocular Lenses in 2020. Ophthalmology. 2021;128(11):e164-e185. PMID: 32980397
  2. Cho JY, Won YK, Park J, et al. Visual Outcomes and Optical Quality of Accommodative, Multifocal, Extended Depth-of-Focus, and Monofocal Intraocular Lenses. JAMA Ophthalmol. 2022;140(10):993-1001. PMID: 36136323

Questo articolo ha finalità informativa. Un parere oftalmologico personalizzato resta indispensabile per qualsiasi decisione terapeutica.

Percorso del paziente: il Suo intervento di cataratta tappa per tappa

Redatto e revisionato dal Dr Moïse Tourabaly, chirurgo oftalmologo refrattivo — già Chef de Clinique (CHNO des Quinze-Vingts).

Ultimo aggiornamento: 29 August 2026

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