Guida notturna dopo la cataratta: abbagliamento, aloni e sicurezza

Guida di nuovo di giorno, ma i fari, i lampioni e la pioggia Le sembrano più abbaglianti di prima? È una delle osservazioni più frequenti dopo un intervento di cataratta. La guida notturna riprende spesso più tardi di quella diurna: ecco perché, che cosa cambia l’impianto, quanto dura in genere questa fase e quando parlarne con il suo oculista.

Risposta diretta: perché la notte è più difficile

Da ricordare. Dopo un intervento di cataratta, la visione notturna ritrova spesso il proprio comfort dopo quella diurna. Gli aloni intorno ai fari e l’abbagliamento delle prime settimane sono frequenti e, per lo più, transitori. Riprenda la guida notturna solo quando quella diurna è confortevole, su tragitti brevi e conosciuti, e riferisca al controllo qualsiasi fastidio che non diminuisca.

La questione di quando rimettersi al volante dopo l’intervento, di giorno, è trattata nel nostro articolo quanto tempo senza guidare dopo un intervento di cataratta: mai il giorno dell’intervento, poi caso per caso, in base alla vista e alla soglia di legge. Questo articolo riguarda invece ciò che accade una volta calata la notte.

Che cosa accade nell’occhio di notte

Al buio la pupilla si apre ampiamente per far entrare la luce. Il cristallino opacizzato è stato sostituito da un impianto: una piccola lente la cui parte ottica è circondata da un bordo. Quando la pupilla è ampia, la luce obliqua di un faro o di un lampione può raggiungere questo bordo e riflettersi su di esso. Una revisione della letteratura (Masket e Fram, 2021) attribuisce così i riflessi luminosi dopo l’intervento, detti disfotopsie positive, principalmente a questa riflessione sul bordo dell’impianto.

In concreto, i pazienti descrivono:

  • degli aloni, cerchi luminosi intorno ai fari e ai lampioni;
  • un abbagliamento più marcato davanti ai fari dei veicoli che arrivano in senso contrario;
  • dei riflessi, archi o strisce luminose sul lato del campo visivo;
  • più raramente, un’ombra a mezzaluna sul lato, detta disfotopsia negativa.

Nelle prime settimane si aggiungono altri fattori: una superficie dell’occhio ancora secca, che diffonde la luce, una piccola correzione residua non ancora compensata dagli occhiali e, finché il secondo occhio non è stato operato, uno squilibrio tra i due occhi. Per visualizzare l’effetto degli aloni, il nostro simulatore di visione permette di farsene un’idea.

Punti chiave

Il bordo della lente intraoculare, di notte

Prima dell’intervento, la cataratta abbagliava già

Occorre rimettere queste sensazioni in prospettiva. Una cataratta diffonde la luce nell’occhio: riduce la visione dei contrasti e aumenta l’abbagliamento, soprattutto di notte. Spesso è proprio la guida notturna a spingere a consultare un medico. Uno studio su circuito chiuso (Wood e Carberry, 2006) ha mostrato che la guida dei pazienti operati a entrambi gli occhi si avvicinava a quella dei conducenti senza cataratta, e che il miglioramento della sensibilità al contrasto era il miglior predittore di questo progresso. Questo studio non misurava gli aloni; ricorda soltanto che l’intervento migliora la visione dei contrasti. Gli aloni iniziali accompagnano, per lo più, una fase di adattamento.

Che cosa cambia con il tipo di impianto

Non tutti gli impianti si comportano allo stesso modo di notte.

  • Impianto monofocale: offre una visione nitida a una sola distanza, più spesso da lontano. Espone meno agli aloni rispetto a un impianto multifocale.
  • Impianto multifocale: distribuisce la luce tra più distanze per ridurre il bisogno di occhiali. Nella revisione Cochrane che lo ha confrontato con il monofocale (de Silva, 2016; 20 studi clinici), gli aloni erano circa 3,6 volte più frequenti e l’abbagliamento circa 1,4 volte più frequente con un multifocale.
  • Impianto EDOF (a profondità di campo estesa): una via intermedia, che illustriamo nel nostro articolo sulla cataratta e gli aloni notturni con l’impianto EDOF.

Una revisione recente dedicata alla guida notturna dopo l’impianto (Puente-Bustillo, 2025) conclude che gli impianti multifocali migliorano la qualità di vita, ma che la guida notturna resta difficile per alcuni pazienti finché l’adattamento del cervello, il neuroadattamento, non è completato. Se guida molto di notte, lo dica prima dell’intervento: è un criterio di scelta dell’impianto.

Dopo quanto tempo si può guidare di notte?

Non esiste un termine fisso, così come non esiste per la guida diurna. Nella pratica corrente, la guida notturna riprende dopo quella diurna, una volta che la visione è nitida e stabile e che l’abbagliamento non dà più fastidio in condizioni reali. Gli aloni si attenuano per lo più nel corso delle settimane; con un impianto multifocale, l’adattamento può richiedere più tempo.

Una ripresa progressiva è la più sicura:

  • iniziare al tramonto, su tragitti brevi e conosciuti;
  • evitare all’inizio la pioggia, la nebbia e le strade non illuminate;
  • farsi accompagnare le prime volte e fermarsi se l’abbagliamento dà fastidio;
  • fare il punto al controllo di un mese su ciò che avverte di notte.

Consigli pratici per vedere meglio di notte

  • Un parabrezza pulito, dentro come fuori: una patina untuosa diffonde la luce dei fari e accentua gli aloni.
  • Occhiali puliti e adatti: una vecchia correzione che non corrisponde più all’occhio operato offusca la vista. Gli occhiali nuovi si prescrivono dopo tre o quattro settimane (si veda il nostro articolo sugli occhiali dopo l’intervento di cataratta).
  • Niente lenti colorate di notte: riducono la luce disponibile senza eliminare gli aloni.
  • Lacrime artificiali, se Le sono state prescritte: una superficie dell’occhio secca diffonde la luce.
  • Lo sguardo verso il bordo della propria corsia quando un veicolo arriva dalla direzione opposta, anziché verso i suoi fari.

Quando parlarne con il suo oculista

Degli aloni che diminuiscono di settimana in settimana rientrano nel normale adattamento. Se invece non diminuiscono dopo diverse settimane, se Le impediscono di guidare o se si accompagnano a un’ombra persistente sul lato, li segnali. Un fastidio luminoso persistente è una causa riconosciuta di insoddisfazione dopo l’intervento (Masket e Fram, 2021); a seconda della causa, in alcuni casi esistono soluzioni, da discutere in visita.

Consulti senza attendere, e non si metta al volante, davanti a un calo improvviso della vista, a un dolore importante, a un occhio rosso o alla comparsa di punti neri, lampi o un velo: lo studio di Cachan durante il giorno, un servizio di urgenze oculistiche la sera e nel fine settimana. A distanza di mesi dall’intervento, una vista che si offusca di nuovo e degli aloni che ricompaiono fanno spesso pensare a una cataratta secondaria, che si tratta con il laser.

FAQ

Domande frequenti

Dopo quanto tempo si può guidare di notte dopo una cataratta?

Non c’è un termine fisso. La guida notturna riprende in genere dopo quella diurna, quando la visione è stabile e l’abbagliamento non dà più fastidio in condizioni reali. Riprenda in modo progressivo, su tragitti brevi e conosciuti, e faccia il punto al controllo di un mese.

Gli aloni intorno ai fari scompariranno?

Per lo più si attenuano nel corso delle settimane, man mano che l’occhio cicatrizza e che il cervello si adatta. Con un impianto multifocale sono più frequenti e l’adattamento può essere più lungo. Se non diminuiscono dopo diverse settimane, ne parli con il suo oculista.

Vedo dei riflessi o un arco luminoso sul lato: è normale?

Questi riflessi, detti disfotopsie, sono noti dopo il posizionamento di un impianto: la luce obliqua si riflette sul bordo dell’impianto, soprattutto quando la pupilla è ampia, di notte. Sono spesso transitori. Un’ombra persistente a mezzaluna sul lato, o dei riflessi che danno fastidio in modo duraturo, vanno segnalati in visita.

Bisogna evitare un impianto multifocale se guido molto di notte?

Non è una controindicazione automatica, ma è un criterio importante. Gli aloni sono più frequenti con un multifocale che con un monofocale. Se guida spesso di notte, lo dica al momento della scelta dell’impianto: altre opzioni, come il monofocale o l’impianto EDOF, possono corrispondere meglio alle sue priorità.

Si può guidare di notte quando è stato operato un solo occhio?

Tra i due interventi, lo squilibrio tra i due occhi rende la visione notturna meno confortevole. Se il suo oculista ha convalidato la guida diurna, resti prudente di notte e limiti i tragitti notturni fino all’intervento al secondo occhio, che in genere ha luogo da una a due settimane dopo il primo.

Gli occhiali gialli «speciali per la notte» sono utili?

Una lente colorata, di qualunque colore sia, riduce la quantità di luce che arriva all’occhio: di notte è l’opposto di ciò di cui ha bisogno. Non elimina gli aloni. Meglio una correzione aggiornata, lenti pulite e un parabrezza nitido.

Fonti scientifiche

  1. Masket S, Fram NR. Pseudophakic Dysphotopsia: Review of Incidence, Cause, and Treatment of Positive and Negative Dysphotopsia. Ophthalmology. 2021;128(11):e195-e205. PMID : 32800744
  2. de Silva SR, Evans JR, Kirthi V, Ziaei M, Leyland M. Multifocal versus monofocal intraocular lenses after cataract extraction. Cochrane Database Syst Rev. 2016;12(12):CD003169. PMID : 27943250
  3. Puente-Bustillo S, Holgueras A, López-Miguel A, Maldonado MJ. Visual performance during night driving after intraocular refractive surgery procedures. Expert Rev Med Devices. 2025;22(7):675-684. PMID : 40418587
  4. Wood JM, Carberry TP. Bilateral cataract surgery and driving performance. Br J Ophthalmol. 2006;90(10):1277-1280. PMID : 16825273

Da leggere anche

Controlli dopo l’intervento presso lo studio di Cachan (94) · +33 1 45 47 08 11

Questo articolo ha una finalità informativa e didattica. Non sostituisce una visita medica. La ripresa della guida, di giorno come di notte, è convalidata caso per caso dal suo oculista. Le cifre degli studi citati descrivono delle popolazioni, non la sua situazione personale.

Percorso del paziente: il Suo intervento di cataratta tappa per tappa

Redatto e revisionato dal Dr Moïse Tourabaly, chirurgo oftalmologo refrattivo — già Chef de Clinique (CHNO des Quinze-Vingts).

Ultimo aggiornamento: 11 October 2026

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