Esame del campo visivo: a cosa serve?
L’esame del campo visivo, detto anche perimetria, mappa l’estensione di ciò che percepisce intorno al punto che fissa, senza muovere gli occhi. È un esame non doloroso, eseguito in studio, essenziale per lo screening e la sorveglianza del glaucoma così come per numerose patologie del nervo ottico e della retina. Misura la sua visione periferica, quella che la semplice misurazione dell’acuità non basta a valutare.
CAPIRE
Che cos’è il campo visivo?
Il campo visivo indica l’insieme dello spazio che un occhio immobile può percepire quando fissa un punto dritto davanti a sé. Comprende la visione centrale, precisa, che serve a leggere e a riconoscere i volti, e la visione periferica, più grossolana, che rileva i movimenti e permette di orientarsi nello spazio.
Nell’adulto, un occhio copre normalmente circa 60° verso il naso, 90° verso la tempia, 60° verso l’alto e 70° verso il basso. I due occhi insieme offrono un campo binoculare ampio, con una zona di sovrapposizione centrale che assicura la visione del rilievo.
Schematicamente si distinguono:
- Il campo visivo centrale: i 30° intorno al punto di fissazione, dove si concentra la visione fine
- Il campo visivo periferico: oltre i 30°, fino ai limiti estremi della percezione
- La macchia cieca: zona naturalmente non percepita, corrispondente alla testa del nervo ottico, priva di fotorecettori

DEFINIZIONE
Che cos’è la perimetria, l’esame del campo visivo?
La perimetria è la tecnica di misurazione del campo visivo. Consiste nel presentare, in diversi punti dello spazio, stimoli luminosi di intensità variabile mentre fissa un punto di riferimento centrale. Segnalando ogni punto percepito, permette all’apparecchio di ricostruire una mappa della sua sensibilità retinica, occhio per occhio.
Perimetria automatizzata statica
È il metodo più utilizzato oggi. Punti luminosi fissi appaiono in posizioni predefinite, con una luminosità che aumenta progressivamente finché non li percepisce. L’apparecchio determina così la soglia di sensibilità di ogni zona. I perimetri automatizzati di tipo Humphrey o Octopus si basano su questo principio.
Perimetria cinetica (Goldmann)
Più antica, la perimetria cinetica di tipo Goldmann sposta un punto luminoso dalla periferia verso il centro finché non lo vede. Resta utile per esplorare il campo periferico lontano, in particolare in alcune patologie neuro-oftalmologiche o per la valutazione dell’idoneità alla guida.
SVOLGIMENTO
Come si svolge l’esame del campo visivo?
L’esame si svolge in studio, da seduti, un occhio dopo l’altro, con l’occhio non testato coperto da un occlusore. Posiziona il mento su una mentoniera davanti a una cupola luminosa, fissa un punto di riferimento centrale e preme un pulsante ogni volta che percepisce un punto luminoso. L’esame non è doloroso e non richiede dilatazione.
Passo dopo passo
- Si corregge dapprima la vista da vicino, se necessario (lente adeguata sull’apparecchio)
- Posiziona la testa sulla mentoniera e sull’appoggio frontale
- Fissa il punto centrale, senza mai cercare i punti con lo sguardo
- Preme il pulsante non appena un punto luminoso appare, anche debolmente
- L’apparecchio testa l’altro occhio secondo lo stesso protocollo
Durata e comfort
Preveda da 5 a 10 minuti per occhio a seconda del programma scelto e del suo ritmo di risposta. L’esame richiede concentrazione: è normale non vedere alcuni punti, non è un errore. Sono possibili delle pause se subentra la stanchezza. Non è necessario alcun collirio dilatatore, riparte con una visione normale.
Consiglio prima dell’esame — venga riposato e, se porta occhiali, porti la sua correzione recente. Eviti di sforzare la fissazione: mantenga semplicemente lo sguardo posato sul punto centrale e lasci apparire gli stimoli in periferia. Segnali all’operatore qualsiasi fastidio o necessità di sbattere le palpebre: l’esame può essere messo in pausa.

INDICAZIONI
In quali casi viene prescritto l’esame del campo visivo?
L’esame del campo visivo viene prescritto non appena si sospetta un danno della visione periferica, o quando questo deve essere sorvegliato. La sua indicazione principale è il glaucoma, ma interviene anche nelle malattie del nervo ottico, nei danni cerebrali e nella valutazione dell’idoneità alla guida. Completa, senza sostituirlo, l’esame del fondo oculare e l’OCT.
Il glaucoma, indicazione principale
Il glaucoma distrugge progressivamente le fibre del nervo ottico e scava deficit caratteristici del campo visivo, spesso silenziosi e a lungo ignorati dal paziente. La perimetria permette di individuare questi deficit, di misurarne l’estensione e di seguirne l’evoluzione nel tempo, generalmente una o due volte l’anno a seconda della gravità.
Patologie neuro-oftalmologiche
Una lesione lungo il decorso delle vie visive, dal nervo ottico fino alla corteccia occipitale, lascia una firma tipica nel campo visivo:
- Neuropatie ottiche (infiammatorie, ischemiche, compressive)
- Emianopsia: perdita di metà del campo visivo, suggestiva di un danno cerebrale (ictus, tumore)
- Quadrantanopsia: perdita di un quarto del campo
- Adenoma ipofisario che comprime il chiasma ottico
Retinopatie e idoneità alla guida
Alcune malattie retiniche alterano il campo visivo periferico: retinite pigmentosa, esiti di occlusione vascolare, o complicanze di una retinopatia diabetica avanzata. Inoltre, la normativa impone un campo visivo minimo per la patente di guida: la perimetria funge allora da documento medico di idoneità, in particolare per i conducenti professionali.
INTERPRETAZIONE
Come leggere i risultati di un campo visivo?
Il tracciato del campo visivo si presenta come una mappa di punti, più o meno scuri a seconda della sua sensibilità in ogni punto. Le zone in cui non percepisce gli stimoli attesi appaiono in grigio o nero: sono i deficit. Diversi indici numerici riassumono l’insieme e permettono di confrontare un esame con l’altro.
Deficit e scotomi
Uno scotoma è una zona del campo visivo in cui la percezione è ridotta o assente. La sua forma orienta la diagnosi: uno scotoma arciforme, che aggira il punto di fissazione, fa pensare a un glaucoma; un deficit che rispetta una linea verticale mediana fa piuttosto pensare a un danno delle vie visive cerebrali.
Gli indici MD e PSD
Il tracciato automatizzato fornisce indicatori globali:
- MD (Mean Deviation): deviazione media della sua sensibilità rispetto a una popolazione di riferimento della stessa età. Più è negativo, più il danno è diffuso
- PSD (Pattern Standard Deviation): misura l’irregolarità del campo, utile per individuare i deficit localizzati
- Indici di affidabilità: tasso di falsi positivi, falsi negativi e perdite di fissazione, che indicano se l’esame è utilizzabile
Un primo esame anomalo non basta a porre una diagnosi. La riproducibilità conta: è la ripetizione degli esami nel tempo, confrontata punto per punto, a distinguere un vero deficit da un artefatto legato alla stanchezza o a un apprendimento insufficiente del test.
RIUSCIRE NELL’ESAME
Come riuscire bene nel proprio esame del campo visivo?
La qualità di un campo visivo dipende molto dalla sua concentrazione e dalla sua collaborazione. Un esame ben eseguito fornisce indici di affidabilità corretti, indispensabili per un’interpretazione accurata. Alcuni accorgimenti semplici aiutano a ottenere un tracciato utilizzabile, soprattutto durante il primo esame, in cui l’effetto di apprendimento gioca un ruolo non trascurabile.
- Fissi sempre il punto centrale: non cerchi mai i punti luminosi con lo sguardo
- Clicchi non appena percepisce un punto, anche molto debole, senza aspettare di esserne certo
- Non si preoccupi dei silenzi: alcuni punti sono volutamente troppo deboli per essere visti
- Sbatta le palpebre normalmente tra uno stimolo e l’altro, ma eviti di chiudere gli occhi a lungo
- Segnali la stanchezza: una pausa è meglio di un esame frettoloso
FAQ
Per saperne di più
- L’ortottista
- L’ambliopia
- La retina
- L’acuità visiva
- La diplopia
- L’anatomia dell’occhio
Domande frequenti
L’esame del campo visivo è doloroso?
No, la perimetria è un esame non doloroso. È semplicemente seduto davanti a una cupola luminosa e preme un pulsante quando percepisce un punto. Non sono necessari alcun contatto con l’occhio, alcuna iniezione, né alcuna dilatazione.
Quanto dura un campo visivo?
Preveda circa 5-10 minuti per occhio, ovvero da un quarto d’ora a venti minuti per i due occhi, a seconda del programma utilizzato e del suo ritmo di risposta. Sono possibili delle pause se la concentrazione diminuisce.
Bisogna dilatare la pupilla per l’esame del campo visivo?
No. La perimetria non richiede alcun collirio dilatatore. Riparte con una visione normale e può riprendere le sue attività, compresa la guida, subito dopo l’esame.
Perché il mio campo visivo viene rifatto più volte?
Un solo tracciato non basta per concludere. Il primo esame è spesso meno affidabile per mancanza di abitudine. La ripetizione nel tempo permette di distinguere un vero deficit da un artefatto e di seguire l’evoluzione, in particolare nel glaucoma.
Il campo visivo serve solo per il glaucoma?
No. Il glaucoma è l’indicazione principale, ma l’esame esplora anche le neuropatie ottiche, i danni cerebrali (emianopsia), alcune retinopatie e l’idoneità alla guida, in particolare per i conducenti professionali.
Che cosa significa l’indice MD sul mio tracciato?
Il MD, o deviazione media, confronta la sua sensibilità globale con quella di una popolazione di riferimento della stessa età. Più è negativo, più il danno del campo visivo è diffuso. Si interpreta sempre insieme agli altri indici e all’esame clinico.
Dove viene eseguito l’esame del campo visivo?
L’esame del campo visivo (perimetria) viene eseguito presso il mio studio di Cachan. Completa l’esame del fondo oculare, l’OCT e la misurazione della pressione intraoculare nell’ambito del bilancio e del monitoraggio oftalmologico.
Fonti
- Société Française d’Ophtalmologie (SFO). Glaucome primitif à angle ouvert. Rapport SFO 2014 (Renard J-P, Sellem E, dir.), chapitre 12 « Quel bilan à quel stade? ». em-consulte.com/em/SFO/2014
- Collège des Ophtalmologistes Universitaires de France (COUF). Item 84: Glaucomes. Référentiel d’ophtalmologie, chapitre 14. couf.fr
- Haute Autorité de Santé (HAS). Dépistage et diagnostic précoce du glaucome: problématique et perspectives en France. 2006. has-sante.fr/jcms/c_500229
- Inserm. Glaucome: mieux dépister pour lutter contre une cause majeure de cécité. Dossier, 2013. inserm.fr/dossier/glaucome
- Société Française d’Ophtalmologie (SFO). Neuro-ophtalmologie pratique. Rapport SFO 2020 (Vignal-Clermont C, dir.). sfo-online.fr
Da leggere anche
- Glaucoma e diabete: un’associazione da individuare
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Avvertenza medica
Questo articolo ha finalità informativa. Un parere oculistico personalizzato resta indispensabile per qualsiasi decisione diagnostica o terapeutica.
Questo articolo ha una finalità di informazione generale e non sostituisce una visita medica. L’interpretazione di un esame del campo visivo richiede un esame oculistico completo, messo a confronto con il fondo oculare, l’OCT e la pressione intraoculare. Per qualsiasi domanda riguardante la sua vista, consulti un oculista.
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Redatto e revisionato dal Dr Moïse Tourabaly, chirurgo oftalmologo refrattivo — già Chef de Clinique (CHNO des Quinze-Vingts).
Ultimo aggiornamento: 5 September 2026



