Si può cucinare dopo un intervento di cataratta?
Sì: si può cucinare fin dal rientro a casa, la sera stessa dell’intervento di cataratta; solo alcuni gesti si rimandano di qualche giorno. Nei primi giorni tre situazioni richiedono attenzione: gli schizzi (olio caldo, spruzzi), il vapore (forno, pentola, lavastoviglie) e il riflesso di strofinarsi l’occhio con le mani non lavate. La conchiglia, invece, resta riservata alla notte.
LA RISPOSTA
Si può cucinare fin dal rientro a casa?
Sì. L’intervento passa da una micro-incisione della cornea che si richiude senza punti, e si torna a casa lo stesso giorno. Preparare un pasto non sollecita questa incisione. L’Assurance Maladie (il sistema sanitario pubblico francese) lo riassume così: attività abituali dal giorno dopo, evitando qualsiasi trauma all’occhio (ameli.fr). I gesti da rimandare sono descritti in che cosa non bisogna fare dopo un intervento di cataratta.
I TRE PUNTI DI ATTENZIONE
Olio caldo e spruzzi: gli schizzi
Una goccia d’olio bollente o un getto del rubinetto raggiunge l’occhio prima ancora di aver battuto le palpebre, e una cornea operata vi è più sensibile. Nella pratica comune:
- tenere i propri occhiali abituali, anche se la correzione non è più esatta, oppure occhiali da sole: fanno da schermo, non occorre acquistare occhiali speciali; la conchiglia, invece, resta riservata alla notte, per 7 notti;
- tenere d’occhio da un lato una padella che sfrigola, mai stando sopra; dopo la prima settimana, coprire la frittura e deporre gli alimenti con una pinza;
- aprire il rubinetto piano, senza un getto forte diretto verso di sé.
Forno, pentola, lavastoviglie: il vapore e il calore umido
Aprire un forno, sollevare un coperchio, scolare la pasta o aprire la lavastoviglie a fine ciclo manda una zaffata di aria calda e umida in faccia. Fa pizzicare l’occhio, e il riflesso che ne segue è strofinarlo. Si apre il forno stando di lato, con la testa girata, e si lascia dissipare il vapore prima di chinarsi. Le teglie sul fondo del forno si estraggono piegando le ginocchia anziché la schiena.
Le mani, il riflesso di strofinarsi l’occhio e i colliri
È il punto che conta di più, perché il rischio serio dopo una cataratta, l’infezione all’interno dell’occhio o endoftalmite, è raro ma reale: una metanalisi di 39 studi su 5,9 milioni di occhi (Shi, 2022) lo stima allo 0,092% degli interventi, e allo 0,045% quando un antibiotico viene iniettato nell’occhio a fine intervento. Lo studio europeo dell’ESCRS su 16.603 pazienti (2007) aveva mostrato che l’assenza di questa iniezione moltiplicava il rischio per quasi cinque, conclusione ripresa dalla revisione Cochrane del 2017 (Gower). Presso la Clinica Sainte-Geneviève, dove il Dr Tourabaly opera la cataratta, questa iniezione conclude sistematicamente l’intervento.
Resta la parte del paziente. Nell’ora successiva all’intervento, uno studio con OCT su 34 occhi (Calladine, 2007) ha visto i bordi interni dell’incisione allontanarsi leggermente nel 41% dei casi; su occhi di donatori, una pressione del dito sulla cornea ha fatto penetrare inchiostro depositato in superficie in tre occhi su sette (Sarayba, 2004). Un modello di laboratorio, ma che spiega perché non si strofina un occhio operato. Le mani sono l’altro anello: ripresi il giorno dopo la loro cataratta, 54 pazienti alle prime armi con il collirio (An, 2014) non si erano lavati le mani prima della goccia nel 78% dei casi e toccavano l’occhio con il beccuccio nel 57% dei casi, mentre la maggior parte credeva di fare bene. Da qui tre regole:
- mani lavate con il sapone prima di toccarsi il viso, e sempre prima di un collirio;
- se l’occhio pizzica o lacrima, asciugare la guancia con una garza pulita, mai la palpebra con le dita;
- gocce prima di cucinare, mai tra una manipolazione di alimenti e l’altra (vedere le gocce dopo l’intervento).
NEL QUOTIDIANO
Cipolle, peperoncino, spezie: si possono tagliare?
Sì. Le lacrime provocate dalla cipolla sono un riflesso della superficie dell’occhio, senza conseguenze sull’incisione: si lascia scorrere, si asciuga la guancia, non si strofina. Il peperoncino pone il problema delle dita: mani lavate con il sapone prima di qualsiasi contatto con il viso e prima dei colliri.
I primi giorni, poi le settimane successive
| Periodo | Possibile | Da rimandare |
|---|---|---|
| La sera dell’intervento | Un pasto semplice, con gli occhiali | Frittura, teglie sul fondo del forno, stoviglie lavate con molta acqua |
| La prima settimana | La cucina di tutti i giorni, forno e lavastoviglie con la testa girata | Frittura, sgrassante per forno, mani sul viso |
| Dopo il controllo del primo mese | Cucina abituale, in base al controllo | Niente di particolare |
Indicazioni di pratica comune, che il controllo a due giorni, presso lo studio, a Cachan o a Paris, adatta al suo occhio. Il calendario completo è in recupero dopo un intervento di cataratta; il bagno e lo sport, che richiedono un’attesa più lunga, in sport, piscina e mare dopo l’intervento.
IN CASO DI INCIDENTE
Uno schizzo ha raggiunto l’occhio operato: che cosa fare?
Non strofinare. Sciacquare a lungo con soluzione fisiologica, a palpebre aperte, una monodose dopo l’altra; in mancanza, con acqua tiepida del rubinetto. Per un prodotto chimico, per esempio uno sgrassante per forno, il lavaggio immediato e prolungato è il fattore principale della prognosi: una revisione sistematica (Chau, 2010) rileva risultati migliori nei pazienti sciacquati sul posto, senza attendere. Poi chiamare lo studio al +33 1 45 47 08 11; al di fuori dei suoi orari, il pronto soccorso oculistico. Dolore che persiste, occhio rosso, vista che cala o si vela: consultare un oculista lo stesso giorno o, in mancanza, il pronto soccorso oculistico (i segni che non devono attendere).
Cuoco di professione: quando riprendere il lavoro?
Una cucina professionale riunisce ciò che l’occhio operato sopporta meno: calore, vapore continuo, friggitrici, ritmi serrati, mani continuamente sollecitate. La cataratta è un atto medico e un congedo per malattia (arrêt de travail) è possibile: l’Assurance Maladie (il sistema sanitario pubblico francese) indica che l’oculista ne valuta la durata in base alla professione e al decorso postoperatorio (ameli.fr); la durata viene adattata alla sua attività e discussa in visita. La ripresa avviene con occhiali protettivi, all’inizio lontano dalle postazioni di frittura; il secondo occhio, operato da una a due settimane dopo il primo, si organizza allo stesso modo.
Domande frequenti
Si può cucinare la sera stessa dell’intervento?
Sì, un pasto semplice, con gli occhiali. La vista è spesso ancora offuscata: quella sera si evitano la frittura e le teglie sul fondo del forno, e ci si fa aiutare se si è stanchi.
Si può friggere?
È prassi evitarlo la prima settimana: è lo schizzo più caldo e meno prevedibile. In seguito, frittura coperta, alimenti deposti con una pinza, occhiali sul naso.
Bisogna portare la conchiglia per cucinare?
No. La conchiglia è riservata alla notte, per 7 notti, contro lo strofinamento durante il sonno. Di giorno, i suoi occhiali abituali o da sole proteggono l’occhio.
Dell’olio caldo ha toccato il mio occhio operato: che cosa fare?
Non strofini. Sciacqui con soluzione fisiologica o con acqua tiepida, poi chiami lo studio al +33 1 45 47 08 11. Se il dolore persiste, se l’occhio si arrossa o se la vista cala, consulti un oculista lo stesso giorno o, in mancanza, il pronto soccorso oculistico.
Faccio il cuoco: avrò un congedo per malattia?
La cataratta è un atto medico e un congedo per malattia è possibile. La sua durata dipende dal suo posto di lavoro e dal decorso postoperatorio; viene discussa in visita, senza una durata fissata in anticipo.
Consultazioni a Cachan, a Paris 13 e presso lo studio Sorbonne Saint-Michel (Paris 5ᵉ) · Tel. +33 1 45 47 08 11
Fonti scientifiche
- Gower EW, et al. Perioperative antibiotics for prevention of acute endophthalmitis after cataract surgery. Cochrane Database Syst Rev. 2017. PMID 28192644
- Endophthalmitis Study Group, ESCRS. Prophylaxis of postoperative endophthalmitis following cataract surgery: results of the ESCRS multicenter study and identification of risk factors. J Cataract Refract Surg. 2007. PMID 17531690
- Shi SL, et al. Incidence of endophthalmitis after phacoemulsification cataract surgery: a meta-analysis. Int J Ophthalmol. 2022. PMID 35186695
- Calladine D, Packard R. Clear corneal incision architecture in the immediate postoperative period evaluated using optical coherence tomography. J Cataract Refract Surg. 2007. PMID 17662437
- Sarayba MA, et al. Inflow of ocular surface fluid through clear corneal cataract incisions: a laboratory model. Am J Ophthalmol. 2004. PMID 15289128
- An JA, et al. Evaluation of eyedrop administration by inexperienced patients after cataract surgery. J Cataract Refract Surg. 2014. PMID 25248295
- Chau JP, et al. Eye irrigation for patients with ocular chemical burns: a systematic review. JBI Libr Syst Rev. 2010. PMID 27819881
- Assurance Maladie. Le traitement de la cataracte : soins et activités après l’opération. ameli.fr, consultato il 24 ottobre 2026.
Questo articolo ha una finalità informativa e non sostituisce una visita medica. Le indicazioni, i benefici attesi e i rischi dipendono da ogni situazione individuale. Per qualsiasi domanda sulla sua vista, consulti un oculista.
Redatto e revisionato dal Dr Moïse Tourabaly, chirurgo oftalmologo refrattivo — già Chef de Clinique (CHNO des Quinze-Vingts).
Ultimo aggiornamento: 24 October 2026


